Autore:
Luca Cereda

FUTURO PROSSIMO La transizione verso sistemi di alimentazione alternativi procede lentamente nel mondo dell'automobile. Nel 2011, però, potrebbe arrivare una scossa. Opel ha presentato a Ginevra l'Ampera (un nome e un perché) nella quale motore elettrico e motore termico lavorano in sinergia in una tecnologia che in casa Opel chiamano Voltec. L'obiettivo è tagliare in un solo colpo consumi ed emissioni. I lavori sono in fase avanzata e in Germania contano di avviare la produzione fra circa due anni. Intanto, non aspettatevi la solita ibrida.

GIOCO DI SQUADRA A distinguerla dalle altre ibride è la funzione del motore elettrico (da 111 kW e 370 Nm di coppia) che sull'Ampera si accolla l'onere di azionare le quattro ruote costantemente. Una volta esaurita la carica della batteria da 16 kWh - caratterizzata da una forma a "T" per potersi accomodare nel tunnel centrale - il motore termico si accende e va ad alimentare quello elettrico. E questo, può così continuare a svolgere il proprio lavoro forte di un'autonomia non più legata al range della batteria (60 km) ma estesa a un massimo 500 chilometri, tanti quanti ne garantisce l'energia fornita dal motore a combustione. Che intanto, così facendo, si risparmia il grosso dello sforzo e può girare a regimi regolari senza il rischio di alzare il gomito.

LITRI DI EURO In alternativa ci si può sempre concedere un pit-stop, attaccare l'Ampera a un generatore di corrente da 230 Volt e ricaricare la pila: l'operazione non durerà più di tre ore. Secondo le stime di Opel, grazie al sistema Voltec  e a un'aerodinamica studiata a dovere, l'Ampera dovrebbe far risparmiare 1.700 litri di carburante annuo a chi, quotidianamente, macina un massimo di 60 chilometri (che nell'arco di un'annata fanno 22.000 km); premesso che, secondo alcune ricerche, in Germania l'80% degli automobilisti non ne percorre più di 50 al giorno.

METTE LE VIRGOLE Messa in secondo piano dal progetto meccanico, anche l'estetica dell'Ampera merita comunque attenzione. Il design riprende alcuni spunti già visti su prototipi come la "Flextreme" e la "GTC", e che in buona parte rivedremo a breve sulle prossime Opel. Il padiglione tirato ad archetto fa dell'Ampera una coupé piuttosto bassa (1.430 cm) a dispetto del prominente frontale e del posteriore rialzato, entrambi molto sportivi. Aggressiva e suggestiva la soluzione "a virgola" che accorpa sull'anteriore, in unico incavo, fari e prese d'aria.

A FILO D'ARIA Sul posteriore, la saetta del casato campeggia su una barra cromata che attraversa in orizzontale la codina e che rimarca il taglio spiccatamente sportivo dell'Ampera. Non bastasse, giocano il carico le due fessure verticali aperte agli spigoli del paraurti, adibite a spezzare il flusso d'aria nei meccanismi aerodinamici. L'aerodinamica, tanto quanto l'aspetto meccanico, è curata nei dettagli perché possa dare una mano a tenere bassi i consumi; non per niente i rivestimenti per la mascherina e per gli inserti delle ruote sono stati fatti in policarbonato e i cerchi da 17" sono in lega leggera.

NOMEN OMEN Lunga 4,40 metri e larga 1,80, l'Ampera offre cinque porte e spazio a sufficienza per quattro adulti, che dietro possono disporre di un bagagliaio non proprio faraonico ma nemmeno misero nei suoi 300 litri di carico. Verniciatura bianco perla e finiture interne "jet black" è l'abbinamento cromatico proposto da Opel, con tanto di decorazione interna che riprende il motivo della scossa. Insomma, "Nomen omen" fino all'ultimo. 

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