Autore:
Luca Cereda

TREPUNTOZERO Gli automobilisti del futuro? Nativi digitali. E questo, per i Costruttori, sembra rappresentare un problema non da poco, che li costringerà a ripensare le automobili da cima a fondo. Grossomodo dovremmo ancora avere un volante, quattro ruote e un motore (forse elettrico). Ma il focus non sarà più sulle prestazioni, bensì su connettività e personalizzazione.

KEEP IN TOUCH Se sarete dalle parte di Tokyo a fine mese potrete vedere il futuro, altrimenti detto Nissan Teatro for DAYZ. Una concept dal nome che suona bizzarro; il progetto, però, è tutt’altro che strampalato, tarato sulle priorità dei nativi digitali. Gente che considerano l’automobile come un puro e semplice mezzo di trasporto da un punto A a un punto B e che la vorrebbe versatile e connessa come uno smartphone. Fondamentalmente per poter portare avanti, anche negli spostamenti in auto, la propria vita “social”, fatta di continue condivisioni di foto, video ed esperienze.

CREATIVA Per questo motivo la Nissan Teatro for DAYZ, quando è ferma, trasforma la sua plancia in una sorta di mega-tablet. Dal quale è possibile navigare, chattare, postare immagini e video (per questo ci sono delle microcamere nell’abitacolo), ma anche personalizzare interni ed esterni della concept secondo il proprio gusto. E qui emerge il secondo aspetto fondamentale; i nativi digitali vogliono auto estremamente customizzabili, senza che questo abbia nulla a che fare col tuning. Vogliono auto capaci di riflettere di volta in volta il proprio mood, magari cambiando aspetto, colori e grafiche come la Teatro for DAYZ. Immaginate la tela bianca di un pittore sulla quale di volta in volta il disegno cambia: ecco, questo dovrà essere l’auto dei nativi digitali. Cari ingegneri e designer, in bocca al lupo!  


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