Autore:
Ronny Mengo

Che non si parli di generazione tre di quella buffa macchinina che spopolò con il lancio del 1992: qui si tratta di un oggetto nuovo di zecca, fatto di una linea di cintura orizzontale, di un profilo spiccatamente arcuato del tetto, di fianchetti larghi, calandra sdoppiata e fari alti.

Semplice e lineare l’abitacolo della nuova piccola Nissan, con il cruscotto ovale bello di fronte al conducente – snobbando la moda di porre gli strumenti in centro – bocchette del climatizzatore e strumenti secondari sulla plancia in corrispondenza del tunnel centrale, da dove sbuca la lunga leva del cambio manuale a cinque marce o automatico a quattro rapporti.

Tutto nuovo il pianale basato sul concetto di "minimum-mechanicals", che riduce lo spazio destinato alle parti meccaniche in favore dell’abitabilità: è infatti più corta la March rispetto al modello che sostituisce, anche se sulla carta si parla di spazio sufficiente per cinque passeggeri, senza dimenticare ovviamente la tipologia di vettura.

Sotto il cofano tondo c’è il quattro cilindri DOHC CR, che sarà disponibile nelle t5re versioni di 1000, 1200 e 1400 cc di cilindrata, giusto per cominciare. Gli studi in galleria del vento hanno poi portato a un coefficiente di penetrazione aerodinamica di 0,32.

È invece attesa per il prossimo autunno – parliamo sempre della sponda nippo – la versione a trazione integrale 4WD, con le ruote posteriori che elettronicamente vanno a supportare le anteriori solo quando si verificano difficoltà di aderenza. Con le due facce, a tre e cinque porte, la nuova utilitaria nata dalle ceneri della concept car "mm.e" è marchiata U-LEV, il che significa che rispetta appieno le normative sulle emissioni.

Non mancano le diavolerie tecnologiche da auto di categoria superiore: dalla Intelligent Key, che consente di aprire le portiere e accendere il motore unicamente avendo in tasca il portachiavi, al Carwings, il servizio telematico che ingloba svariate funzioni nel computer di bordo.


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