Autore:
Gabriele Brocca Romanin

Dici Nissan e pensi al calcio. Di questi tempi non potrebbe essere altrimenti, freschi di finale di Champions League, della quale Nissan è stato (e lo sarà ancora per i prossimi due anni) sponsor oltre che partner logistico della UEFA con la sua flotta di auto elettriche disseminate per Milano, teatro dell’euroderby tra Real e Atletico di Madrid. Diretti al concessionario, però, le cose cambiano. In mente vengono subito le crossover, un genere che la casa giapponese ha inventato con la Qashqai e poi rimpicciolito con la Juke. Sono loro a trainare le vendite di Nissan nel Belpaese, aspettando che la cara, vecchia Micra si rinnovi (appuntamento al Salone di Parigi) e che l’elettrico dia una bella accelerata. A proposito: a che punto è l’auto elettrica in Italia? Di questo e altro abbiamo parlato con Bruno Mattucci, amministratore delegato di Nissan Italia.

Il 2015, in Italia, si è chiuso per Nissan con un incremento di immatricolazioni del 18,6%, per un totale di 57.480 unità di auto vendute: quanto pesano, in questo risultato, le crossover?

B.M.: Le crossover sono la parte fondamentale delle nostre vendite. Sul totale delle auto vendute, oltre il 60% sono crossover.

La concorrenza è sempre più agguerrita, soprattutto nel segmento delle crossover piccole. Quando vedremo la seconda generazione della Juke?

B.M. : Ad oggi è pianificata per il 2017 e dobbiamo ancora lavorare sulla Juke attuale, che vedrà delle novità di prodotto nel corso dei prossimi mesi. È un prodotto estremamente innovativo, che sta ancora attraendo i nostri consumatori. Ed è un prodotto che ha fatto da apripista:  siamo stai i primi a credere in una crossover di segmento B.

E la Nissan Kicks? Ci sono chance che arrivi anche in Europa?

B.M.:  Al momento non è prevista che arrivi in Europa. Ma è un prodotto che in qualche modo fa vedere quali potrebbero essere le linee stilistiche adottate sulla nuova Juke.  Anche se la nuova Juke sarà un prodotto dirompente, che farà ancora una volta un salto in avanti nel design delle crossover.

Come prevedete di chiudere il 2016? E quali sono gli obiettivi per il 2017?

B.M.:  Nel 2016  stiamo gestendo l’ultima parte del ciclo di vita della attuale Micra e già al Salone di Parigi di questo anno faremo vedere la nuova Micra che arriverà alla fine del 2016. L’obiettivo nostro è quello di confermare i volumi del 2015. Nel 2017 con l’ingresso della nuova Micra, soprattutto qui, in Italia, dovremmo fare un salto non indifferente. La mia idea è che con questo prodotto potremmo puntare ad un significativo aumento della quota di mercato e avvicinarci ad un 4%. C’è il potenziale per riuscirci, soprattutto dopo aver visto la nuova Micra.

L’anno prossimo debutterà anche la Qashqai a guida semi-autonoma. Su quali altri modelli in gamma oggi rivedremo la stessa tecnologia? E quando, secondo Nissan, si arriverà alla guida completamente autonoma?

B.M.: Dopo la Qashqai, rivedremo la guida semi-autonoma su X-Trail e Juke. Per quanto riguarda la guida completamente autonoma, noi abbiamo già annunciato i tre step fondamentali. Il primo sarà quello rappresentato dalla Qashqai semiautonoma, dopodiché nel 2018 ci sarà il secondo step:  la possibilità di delegare al veicolo la guida in situazioni in cui il veicolo potrà affrontare dei sorpassi. Il terzo step, previsto nel 2020, è quello invece della guida autonoma “completa”, quello in cui sarà possibile delegare la guida ai chip anche in situazioni urbane. È chiaro che questo terzo step dovrà essere accompagnato anche da infrastrutture di tipo smart all’interno delle città e mi auguro che l’Italia sia al passo con i tempi.

L’elettrico avanza lentamente. Dica come si può accelerare in tre mosse…

B.M.: In Italia abbiamo oltre il 50% di quota di mercato delle vetture elettriche e l’80% dei veicoli commerciali elettrici. Siamo noi l’elettrico in Italia. Per accelerare servono; uno: un sistema di incentivi diretti, che consenta di allineare il prezzo di acquisto dei veicoli elettrici con quello dei veicoli a combustione interna. La nostra idea è di lavorare o su un incentivazione diretta, per esempio IVA agevolata o agevolazioni fiscali, come accade per l’edilizia. Oppure su incentivi  indiretti: accessibilità gratuita in tutti i comuni d’Italia nelle zone ZTL, sosta gratuita, accessibilità nelle corsie preferenziali.

Un altro aspetto fondamentale consiste nel promuovere le infrastrutture di ricarica. Terzo, abbassare il costo dell’energia.  La cosa assurda, oggi, è che se io chiedo un allaccio per la ricarica di un veicolo elettrico, l’energia mi costa di più rispetto a quella che pago a casa.


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