Autore:
Luca Pezzoni

ONORARE IL MARCHIO Nissan si appresta a diventare sinonimo di cross-over presentando la nuova ricetta per le taglie piccole. Lunghezza intorno ai 4 metri, motori piccoli e prezzo presumibilmente inferiore ai 20.000 euro per una piccola dalle ruote alte e dal portamento glamour. La scaletta di lancio prevista dalla Casa prevede diffusione della scheda tecnica a febbraio, vernissage al salone di Ginevra e prime consegne a ottobre 2010. Si chiama Nissan Juke ma le forme sono tutt'altro che da box: rotondosa e originale si ispira direttamente alla concept-car Qazana, anche lei disegnata all'insegna del "famola strana".

FIGLIA CALCOLATA Il perché è presto detto: in uno scaffale di compatte tutte uguali, la Casa capitanata da Carl Ghosn punta sulla riconoscibilità e sull'anticipo per sbancare il botteghino come accaduto con Qashqai. Una nuova proposta fuori dal coro nel segmento B, figlia del marketing più che della stravaganza fine a se stessa, e in controluce arrivano le conferme di una strategia di prodotto e posizionamento alternative per il marchio giapponese. Sembrano davvero lontani i tempi in cui, Micra esclusa, le auto con il brand Nissan pur apprezzabili, robuste e supergarantite faticavano ad essere riconoscibili e quindi acquistate sui mercati dove comandano immagine e moda.

ADDIO GRIGIORE Il punto più basso, per stile e botteghino, forse arrivò con la Almera, talmente anonima da sembrare un puzzle di pezzi presi dalle concorrenti. Da qual momento, via a una inversione di tendenza netta e, soprattutto, al gioco d'anticipo. Il caso Qashqai ha fatto da spartiacque: mentre le altre Case continuavano a scimmiottare il modello Golf per la compatta di successo, i giapponesi sparigliavano il gioco con la formula della berlina travestita da Suv urbano, uovo di colombo anche per il segmento C. Look evocativo, costi d'acquisto e mantenimento moderati e, se proprio si vuole pensare di andare qualche volta fuoristrada, anche la trazione integrale. Ma le vendite dicono che poi la maggioranza si accontenta della trazione anteriore.

FIANCO ALTO Come è andata lo sappiamo: mentre i concorrenti presentavano i crossover di taglia media, perfetti per un mercato in pieno downsizing, la Nissan vendeva il proprio senza sconti e con liste d'attesa chilometriche (leggasi utili in crescita e concessionari felici) ai clienti impazienti: oltre 500.000 unità in 3 anni. Ora i jap ci riprovano nel segmento B, ma non mancano i motivi di interesse e originalità, a cominciare dallo stile. Invece di pantografare in piccolo la ricetta vincente della sorella maggiore ci sono occhi strani, due tondi posizionati nella mascherina e due alti sul cofano e fin sotto il montante anteriore, come solo la Fiat Multipla prima serie aveva osato fare in tempi recenti. Non mancano i fianchi alti e una linea di cintura da salto in alto: figlia dell'esigenza di "sicurezza percepita" dei clienti e della necessità di ben figurare nei crash test laterali.

VEDO NON TI VEDO Rotondità e tagli decisi si alternano, rievocando forme da veicolo lunare o, a tratti, da dune-buggy a seconda delle angolazioni. I passaruota sono volutamente marcati per disegnare una postura da muscle car, davvero lontana dai soliti scenari, razionali ma tristarelli, del segmento B. Per ora le immagini teasing lasciano solo intuire le forme definitive e, rispetto al concept non mancano le normalizzazioni del caso: vedi l'apertura delle porte che non sarà a libro ma convenzionale per ovvie ragioni di costi: nel segmento B per fare numeri ci vuole anche il prezzo giusto. Ma lo stile sembra destinato a dividersi in modo bipolare tra ammiratori e detrattori. Per le scelte motoristiche facile ipotizzare trapianti dalla banca organi dei piccoli diesel e benzina della Casa: a febbraio tutto sarà più chiaro, come le dotazioni tecnologiche e gli allestimenti.

SCELTA FURBA Micra, Qube, Note, Qashqai, Qashqai+2, Murano, 350Z e GTR. E ora arriva Juke a completare una foto di famiglia fatta di tipi anticonvenzionali. Una ricetta stilistica e concettuale quasi sempre alternativa che, a ben vedere, assomiglia ad una strategia industriale chiara: se meccanicamente le auto oggi vanno tutte bene vediamo di farle diverse nello stile e nel format. Una ricetta anticrisi astuta ma anche pericolosa: se la piccola ispirata alla Qazana incontrerà i gusti degli automobilisti stufi delle solite compatte sarà un'altra storia di successo. Il nuovo cross-over nei piani Nissan potrebbe portare al raggiungimento dei 60.000 veicoli e del 3% del segmento B in Italia. Altrimenti sarà un gettone sprecato nel juke-box.


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