Autore:
Luca Pezzoni

TEMPI MODERNI Una supercar jap in grado di sfidare la più qualificata concorrenza estera e riscuotere consensi, non solo in una nicchia di appassionati alternativi ma da quasi tutta la stampa specializzata. Accompagnata da un’abile campagna di marketing, la Nissan GT-R ha segnato il definitivo sdoganamento della supercar jap. Cosa che era stata tentata solo in parte dalla Honda NSX sul finire degli Anni 80 e con le esperte mani di Ayrton Senna a curarne il set-up.

MOLTO EGOIST Ora arriva il model year 2011, i lineamenti rimangono gli stessi conosciuti, salvo leggere modifiche a paraurti e luci al Led d’ordinanza che non mutano la percezione complessiva dell’auto. Quindi non si può nemmeno parlare di restyling. Ma sottopelle ci sono tanti motivi di gaudio, con un’iniezione decisa di cavalli e coppia, affinamenti meccanici alla voce assetto e freni e, come vera novità arrivano tre intonazioni diverse per gli allestimenti. Una votata al day by day, una ai piedoni senza compromessi e la più pretenziosa… agli egoisti. Si chiama proprio Egoist e porta la GT-R nell’Olimpo della ricercatezza e del capriccio, per chi proprio non si accontenta.

TUTTI PIU’ In estrema sintesi, i numeri dicono che la GT-R ultimativa offre più potenza, la cavalleria passa da 485 a 530cv (+9%), mentre la coppia passa da 588 a 612 Nm (+4%). Lo zero a cento si brucia in 3 secondi e qualche millesimo. Anche la deportanza aerodinamica fa segnare un bel +10% il che significa maggiore stabilità alle alte velocità. Maggiorati anche freni, sempre made in Brembo, e nuova messa a punto delle sospensioni. Mentre migliorano anche i consumi e le emissioni. Nel senso che fanno segnare un bel segno –3,5%. Pur rimanendo uguali lineamenti estetici e propulsore ci sono tante novità che parlano di un affinamento di tanti dettali per migliorare un quadro già apprezzatissimo.

PREMIUM O BLACK Il model year 2011 segna anche la tripartizione della GT-R in differenti allestimenti. Le due opzioni normali sono la Premium Edition e la Black Edition. La prima versione è più votata al comfort di bordo e all’utilizzo giornaliero, mentre la seconda offre tra l’altro i sedili Recaro. Mentre la versione Egoist, che offre raffinatezze ai limiti del ridondante, vedi il logo dipinto a mano sul volante e il bianco opalino metallizzato esclusivo, sembra una versione di compromesso tra la Spec V, vedi i cerchi e l’alettone posteriore per fare due esempi, e il vizio senza limiti. Che dire altrimenti dell’impianto stereo Bose con acustica ottimizzata in fabbrica sulla base dell’altezza e quindi della posizione delle orecchie del guidatore. Fin qui gli allestimenti e la profilatura sulla base dei possibili gusti del cliente, ma la GT-R rinnovata offre molti altri spunti interessanti e di sostanza.

VEDO ROSSO Il V6 biturbo è sempre assemblato con cura certosina da un tecnico specializzato che in qualche modo “lo firma”. Ora il coperchio del motore è rosso per rimandare la memoria ad un capitolo indimenticato nella saga Skyline, quello della R34. In realtà sono cambiate tante piccole tarature, come la pressione del turbo, e altri particolari, come la tipologia del catalizzatore, che aiutano il propulsore a guadagnare tonicità. Rimane la possibilità di scegliere uno dei tre differenti settaggi per la risposta cambio e acceleratore, mentre la trazione integrale offre raffinatezze come quella di disinserirsi nelle curve lente per far guadagnare agilità ad una sportiva che rimane comunque pesante quasi due tonnellate.

COSE NORMALI Normalmente la potenza viene trasmessa, fino al 100%, alle ruote posteriori ma può arrivare anche al classico 50-50 in base alle condizione monitorate dai sensori e gestite dalle centraline di bordo. Il doppia frizione a sei rapporti con leve al volante offre sempre la possibilità del “launch control” per accelerazioni sul confine dei tre secondi, un tempo soglia riservata solo a esotiche supercar e non certo alla portata di tutti. Cose normali ma anche impensabili, come i sistemi idraulici che provvedono a far girare l’olio nel radiatore e a mantenere la benzina in pressione anche nelle curve affrontate ad alta velocità.

CYBRSQUATTING Le sospensioni mantengono lo schema conosciuto, con multilink al posteriore e doppia traversa all’anteriore, mentre sono nuovi gli ammortizzatori e anche l’angolo di incidenza è stato rivisto. Non si tratta di rivoluzione d’accordo, ma unita alla differente aerodinamica del sottoscocca, secondo i tecnici Nissan, la GT-R è riuscita ancora a migliorare la stabilità in rettilineo alle alte velocità. Altre raffinatezze innovative riguardano la barra duomi anteriore, in fibra di carbonio, e una traversa di irrigidimento sotto la plancia per migliorare la risposta dello sterzo. Piccoli miglioramenti incrementali nei dettagli, come del resto i nuovi dischi anteriori, ora da 290 mm invece che da 280 mm, sempre Made in Brembo e che ora dovrebbero offrire una maggiore resistenza al fading.

PLAYSTATION GT-R Sostanzialmente invariati gli interni. Con una plancia che non passerà alla storia sotto il profilo emozionale ma che continua ad offrire le schermate disegnate dai creatori di Gran Turismo. In modo da tenere sotto controllo i vari parametri del computer e dei sensori di bordo. Sistema hi-fi con hard disk e compatibilità con i lettori multimediali più diffusi completano il quadro, mentre l’abitabilità tutto sommato accettabile, accompagnata da un bagagliaio posteriore degno di questo nome, fanno della GT-R, anche in questo, un’auto estrema sui generis. Per i fanatici dei pellami pregiati e degli abbinamenti cromatici azzardati, ce ne sono disponibili fino ad 84 varianti con la versione Egoist, che offre tutto quello che serve per costruirsi una GT-R con abitacolo personalizzato.

PAROLE IMPORTANTI Tolte le immutabili leggi del marketing, che impongono rinnovamenti a getto continuo per tenere alta l’attenzione sul modello, la verità è che la supercar di casa Nissan vive con orgoglio di personalità propria. Dopo un approccio fatto di record al Nurburgring e prezzi sorprendenti in rapporto alle prestazioni, ora arriva il tempo della consapevolezza. Fatto di ricercatezze nelle finiture o versioni esclusive, tipiche delle più blasonate Superar. A modo suo, con il logo sul volante dipinto a mano. Ma con la certezza di potersela giocare alla pari con tutte, anche sul mercato dell’usato. A buttare l’occhio sugli annunci online sembra che la GT-R mantenga bene il suo valore, smentendo un altro luogo comune sulle sportive jap. E si può dire anche che la personalità estetica diversa da tutte, se vogliamo esagerata ma comunque lontana dalle altre, ha dato ragione agli strateghi di Nissan. Erano convinti che i fortunati acquirenti avrebbero già avuto in garage le solite supercar… e volutamente si sono allontanai dal mainstream.


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