Autore:
Andrea Rapelli

E' STATO BELLO... finché è durato. Già, perché in Giappone c'è chi è pronto a dire addio alla guida come tutti la conosciamo in favore dei chip: si tratta del Nissan 360, ambizioso progetto che, nel 2020, prevede di far debuttare sul mercato un'automobile su cui il guidatore si limiterà a osservare il lavoro dell'elettronica.

SCUDO PER PRINCIPIO All'inizio fu il Safety Shield, scudo di chip voluto per salvarsi da possibili incidenti nel cambio di corsia o in manovra. Poi, grazie anche a svariate collaborazioni con MIT, Oxford, Stanford, Carnegie Mellon e Università di Tokyo, alla Nissan hanno sviluppato enormemente il concetto: oggi, nei pressi di Tokyo, si sta già costruendo – e sarà pronta nel 2014 – un'area studiata appositamente per testare e far crescere la guida automatica.

AL LIMITE FAI TU Ma come funziona il Nissan 360? Sfruttando le telecamere dell'Around View Monitor e alcuni speciali sensori, permette ad esempio di viaggiare in autostrada a braccia conserte, sicuri di rimanere in carreggiata o cambiare corsia senza rischio collisione. Ma anche di fermarsi automaticamente a uno stop. Ovviamente, in casi particolari il sistema consente l'intervento attivo del conducente.

INFLUENZE Interessanti la conseguenze che il Nissan 360 avrà sulla produzione in serie. Lo stile dei nuovi modelli dovrà essere ad hoc – per dissimulare telecamere e sensori – mentre le tarature del telaio e di ABS, TCS ed ESP si dovranno adeguare alla velocità di reazione dei sistemi elettronici, enormemente più alta rispetto a quella dei riflessi umani.


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