Autore:
Luca Pezzoni

TIMEWARP In casa Morgan schiacciano il pulsante della macchina del tempo e improvvisamente sembra di passare dal 2010 al 1909 e viceversa. Il prossimo capitolo della storia prevede un brusco ritorno alle origini, con un format a tre ruote senza compromessi nei numeri e nei fronzoli. E che si rifà dichiaratamente alle origini del mito a tre ruote Morgan ThreeWheeler, che con oltre 30.000 pezzi venduti e vittorie pure nelle competizioni, oltre che protagonista di film cult come Hollywood Party del 1968 con Peter Sellers, ha dato il via alla storia Morgan. Quasi una moderna sfida agli altri costruttori che si affannano a trovare la ricetta giusta per l'auto del futuro. Per chi come Morgan vive di nicchia e di passioni può bastare molto poco. Ecco i primi dettagli della Morgan ThreeWheeler che vedremo a Ginevra 2011.

SIGARO Dal 1909 ai primi Anni 50 le forme a sigaro del treruote Morgan, costruito intorno al telaio in legno e all'essenzialità, hanno accompagnato i desideri e le prime esperienze dei pionieri a motore che volevano e riuscivano a divertirsi con poco. Oggi, tornare a quella formula, in un mondo diverso e dove i costruttori di supercar lottano a colpi di cavalli e materiali tanto sofisticati quanto costosi, con ruote larghe come divani, sembra quasi irriverente. Eppure dalle parti di Worcester, a sud di Birmingham (UK), ci credono e per ora hanno diffuso alcune ricostruzioni al computer della Morgan ThreeWheeler e i primi dettagli tecnici. A partire dalla forma, si nota la ricerca dello stile in linea con il passato e quasi sospeso tra le due smilze ruote anteriori (con quella posteriore invisibile) c'è un sigaro, fatto di pannelli d'alluminio fuori e di telaio tubolare sotto.

PARTICOLARI COMMOVENTI D'accordo stiamo parlando di un qualcosa di più vicino ad un giocattolo che ad un'auto. Ma come non emozionarsi di fronte al piccolo parabrezza pensato per proteggere da aria e moscerini pilota e passeggero, rigorosamente con occhiali e berretto se non con il casco. E che dire del pulsante di accensione del motore, dell'abitacolo ricoperto di pelle e semplicità, con i due esili roll-bar a riecheggiare e occupare le teste degli occupanti. Gruppi ottici ridotti al minimo, tappo della benzina a coperchio in alluminio, tubo di scarico che corre lungo la fiancata completano il quadro. Con gli immancabili cerchi a raggi che calzano pneumatici di sezione ormai neppure riservata alla più misera delle utilitarie. Che però pesano il triplo e annoiano il quadruplo.

HARRY La fedeltà concettuale con il genio di Harry Morgan si incontra poi con elementi tipici della modernità. A confermare la commistione di generi tra le due e le quattro ruote, sotto la carrozzeria vibrerà un bicilindrico a V, made in Harley, da 1800 centimetri cubi. La trasmissione della coppia e dei cavalli, un centinaio, sarà affidata ad un semplice cambio di derivazione Mazda a cinque rapporti. Si potrebbe quasi pensare ad un moderno Frankstein automobilistico, ma quello che conta è che, con un peso previsto sicuro inferiore ai 500 kg, il sigaro promette di incendiare le strade di emozioni. Basta pensare al rapporto peso-potenza per capire. Lo zero-cento si brucerà in meno di 4.5 secondi, mentre la velocità massima sarà limitata a 150 chilometri orari. Non serve andare oltre per divertirsi sulle strade tutte curve e saliscendi. La nuova Morgan ThreeWheeler oggi come allora sarà omologata come moto, mentre per il prezzo non si hanno certezze ma si prevede una forchetta oscillante tra i 20.000 e i 30.000n euro.

RICETTARIO ANTICONFORMISTA Ai facili detrattori, che potrebbero aver gioco facile nell'obiettare che si tratta di un giochino per chi vive fuori dal tempo, clienti e produttore, si sarebbe anche tentati di dare una parte di ragione. Ma in un mondo automotive che non ha ancora trovato la via maestra per l'auto del nuovo secolo, con consumi ridotti e intuizioni geniali ancora da provare su larga scala, forse guardare alle intuizioni di Harry Morgan riattualizzate potrebbe fare bene. In fondo quasi un secolo fa l'omologazione da motociclo consentiva di risparmiare soldini con le varie tasse automobilistiche e ha consentito a molti di divertirsi con poco. E visto che siamo in epoca di downsizing, se non ci sono grandi idee forse togliere una ruota e qualche chilo non è poi una cosa così assurda... appuntamento a Ginevra. Per chi vuole rimanere sul pezzo, sul sito Morgan c'è la possibilità di lasciare il proprio indirizzo e-mail e ricevere aggiornamenti sul parto della Morgan ThreeWheeler 2011.


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