Autore:
Luca Cereda

CENTO DI QUESTI Con l’intero Gruppo BMW impegnato a celebrare il primo secolo di vita del marchio, ma anche ad esplorare le prospettive dei prossimi 100 anni, fioccano le concept car. Dopo la BMW Vision Next 100 tocca ora alla Mini Vision Next 100 spiegarci come saranno le Mini del futuro. E soprattutto, come le guideremo.

DI UNO, NESSUNO, CENTOMILA L’approccio all’automobile del futuro è a 360°. Come cambiano la società, l’economia, le condizioni di vita e di conseguenza la nostra mobilità? Quali possibilità ci offrono le nuove tecnologie? Quale sarà l’impatto della digitalizzazione e dell’interconnessione sulla guida? In BMW si sono seduti tutti intorno a un tavolo: dirigenti, designer, progettisti. Ne è uscita la Mini Vision Next 100, ovvero una Mini che – per cominciare - guideranno in condivisione (experience sharing) persone con interessi comuni. Ma che sarà comunque personalizzata grazie all’intelligenza digitale, capace di riconoscere di volta in volta l’utilizzatore diverso.

CANGIANTE Confusi? Spiego meglio. Parliamo di Mini elettriche e automatizzate, capaci di muoversi da sole grazie ai chip e alle connessioni, e per questo di rendersi disponibili in ogni momento. Così, quando chiameremo, sarà l’auto a venire da noi, modificando di conseguenza il proprio aspetto e le caratteristiche di guida. Estremo? Abbastanza, ma è soltanto l’inizio. Basta guardare com’è questa Mini Vision Next 100, con quella livrea argentea che, tecnicamente, è solo un illusione. La scocca sfrutta una tecnologia di proiezione capace di cambiare continuamente l’aspetto esteriore dell’auto. Lo stesso succede agli interni grazie a superfici e luci che si adattano all’umore del pilota.

ASCIUTTA Forte, vero? E non finisce qui. Avrete notato sicuramente che questa concept Mini è molto più compatta delle Mini attuali, e c’è un perché: semplicemente, in futuro, l’evoluzione dei sistemi attivi di assistenza alla guida e il controllo maniacale operato dai chip renderanno non più necessari le componenti assorbenti in caso di urto. Il che consentirà di asciugare le carrozzerie delle automobili.

SECOND LIFE Un discorso a parte va fatto poi sui materiali, tutti riciclati e riciclabili, e sull’organizzazione dello spazio interno, che predilige una sorta di divanetto anche all’anteriore ed eliminerà la consolle centrale. Fino al Cooperizer (vedi gallery) al posto del classico strumento circolare per un’interfaccia auto-pilota ancora più interattiva.

FACCIO IO O FAI TU? Per fortuna nelle Mini del futuro avremo ancora un volante. E qui si arriva al nodo cruciale: la guida autonoma. Che per Mini dovrà essere un’opportunità da cogliere, non la fine del divertimento in auto: chi viaggerà sulla Mini del futuro potrà sempre scegliere, in qualunque momento, di prendere in mano la situazione, disattivando l’autopilota. Decidendo di lasciare fare al cervellone, invece, cambierà in automatico lo spazio a bordo. Con l’arredamento riorganizzato per trasformare la Mini in un piccolo salotto.


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