Autore:
Luca Pezzoni

IL QUARTO ELEMENTO Dopo la berlina, la Cabrio e la Clubman e in attesa della spider e della coupé, la famiglia della Mini si allarga di nuovo. Il quarto elemento è l'attesa cugina di campagna, la Countryman, che declina la filosofia del marchio anglo-tedesco anche in chiave country-chic. Cambiano gli ingredienti ma non il sapore della ricetta: cresciutella ai limiti del paffuto e con sguardo e forme ammiccanti, la nuova arrivata appare sin dal primo sguardo una Mini Doc.

BIANCONERA Ci sono cinque porte senza stravaganze per accontentare i più pratici e certo, gli interni vezzosi. La carrozzeria è un filo più alta da terra. L'esemplare delle prime immagini presenta una tinta bianconera, con la parte scura che divide quasi in due la fiancata superiore da quella inferiore. Tetto, montanti e codolini passaruota in nero si alternano alla vernice immacolata. Anche i cerchi dell'allestimento fotografato sono scuri e contribuiscono a rendere cattivo e forse un filo pesantino l'insieme.

FINESTRATA Ma la personalizzazione dei dettagli, come da copione, sarà pressoché infinita (un'alternativa è già nella gallery), oltre che costosa. Ci sarà la possibilità di scegliere su una variopinta tavolozza di colori, tra un assortimento di rivestimenti interni e di cerchi, con diametri da 16 fino a 19 pollici, senza contare il catalogo di parti speciali John Cooper Works. La finestratura laterale, con il terzo deflettore basso nel montante, è tripartita e segna un punto di rottura sia con la sorellina che con la Clubman, mentre il resto del DNA, leggasi stile dei gruppi ottici, posizionamento e specchietti paffuti e colorati segue l'immagine coordinata del modello.

ATTRAZIONE INTEGRALE La scritta sulla fiancata ricorda presenza della trazione integrale permanente ALL4, ottenibile a richiesta con le versioni Cooper, mentre di norma i cinque motori (tre a benzina e due a gasolio, con potenze comprese tra i 90 e 184 cv) sfruttano la trazione anteriore. Quest'ultima è quella privilegiata di default anche dal sistema ALL4, che varia costantemente la ripartizione della coppia tra i due assi, arrivando in particolari condizioni a dare anche il 100% della forza motrice alla ruote posteriori.

EXTRALARGE La tipica calandra anteriore di scuola Issigonis, irrinunciabile elemento Mini, qui si raddoppia scendendo verso l'asfalto per equilibrare il muso alto. Si conferma quindi nel dettaglio la Mini gonfiata da fuoristradista, come il logo extralarge che campeggia sul portellone posteriore che, a differenza della Clubman, abbandona l'apertura ad armadio. Una decisa strategia di differenziazione utile per evitare la cannibalizzazione di una famiglia allargata. Anche l'abitacolo è sui generis, attraversato per tutta la lunghezza dal mobiletto centrale Center Rail, che ospita con vani portaoggetti e comandi replicati a disposizione di ciascuno dei quattro passeggeri sistemati su poltrone singole.

STATUS SYMBOL Quest'organizzazione è piuttosto originale: qualcosa di simile si era visto giusto sulla Mazda RX-8. Tuttavia si potrà ordinare senza sovrapprezzo l'auto anche con cinque posti e un classico divanetto scorrevole, utile per aumentare la capacità di carico (da 350 a 1.170 litri) a scapito dei passeggeri posteriori. Per la Countryman mancano ancora conferme su alcuni dettagli tecnici e sugli allestimenti, ma i prezzi si annunciano già oscillanti tra i 25.000 euro e... dipende dagli accessori. Lasciando stare velleità fuoristradistiche vere o presunte, qui si gioca ancora una volta quasi tutto sull'immagine.


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