Autore:
Paolo Sardi

SU LE MANICHE In epoca di crisi può capitare anche a chi ha un po’ di sangue blu nelle vene di dover rimboccare le maniche e di mettersi a fare qualche lavoretto. E’ proprio quel che sta succedendo anche in casa Mini, dove l’aristocratica Clubman prova a vestire, in occasione del Salone di Ginevra, non il solito vestitino elegante ma una più pratica divisa da lavoro. Il cambio d’abito porta comporta giusto in cambio di una vocale, con la nuova furgonetta che viene e battezzata Mini Clubvan Concept.

A MODO SUO Ovviamente non si tratta di una macchina da soma: la Mini Clubvan non è pensata per darsi ai trasporti eccezionali. Tuttavia, la praticità è ottima, se si pensa che la lunghezza è inferiore ai quattro metri. Il segreto sta ancora una volta nelle originali cinque porte tipiche dalla Clubman, con la doppia antina posteriore e la Clubdoor sul lato destro e completare il quadro assieme alle due classiche aperture per il pilota e il suo secondo.

LAVORO DI CONCETTO Visto che i lavori umili non sono tra le mansioni della Mini Clubvan, i designer hanno allestito il vano di carico con la cura solitamente riservata all’abitacolo. Spazio quindi a rivestimenti di qualità e furbe soluzioni per fissare il carico, separato dall’abitacolo da una paratia in alluminio e una rete che pare quasi un complemento d’arredo. Da segnalare infine la presenza nella stiva di una presa 12V.


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