Autore:
Simone Coggi

Senza fare troppo i misteriosi, il prototipo che la Casa di Stoccarda si accinge a esporre al salone giapponese, presenta tante e tali innovazioni "sottopelle" da far passare in secondo piano la pur bella carrozzeria, che sembra fortemente ispirata dalla nouvelle vague di berline "crossover" con portellone, di cui la GST è esponente molto concreto e prossimo alla produzione.

Quattro porte con apertura a finestra e portellone aggressivamente inclinato in avanti, montante posteriore "robusto", ispirato a quello della sorellina Classe A, cofano spiovente e corto, rispetto alle dimensioni e mascherina d’ordinanza sono le innovazioni stilistiche più evidenti.

Basata sullo stesso pianale di una classe S, la F500 Mind ha in realtà come obiettivo l’esplorazione di nuove frontiere in termini di design interno, esperienza di guida e soluzioni tecniche. Che consistono soprattutto in una miriade di diavolerie elettroniche, molte delle quali troveranno probabilmente applicazione sulle Mercedes del futuro.

Per esempio, i pedali dell’acceleratore e del freno sono spariti, lasciando il posto a comandi elettronici sensibili al tocco. Gli impulsi sono trasmessi al motore e ai freni attraverso delle specie di pulsanti sensibili al tocco, liberando le gambe del guidatore da elementi di fatica e di minaccia in caso di incidente.

Il volante (a forma di cloche d’aereo, come ogni show car che si rispetti) non si sottrae alla tendenza di filtrare ogni input attraverso una centralina elettronica: ciò consente l’applicazione dei moderni sistemi di assistenza alla guida in maniera pressoché perfetta, senza intermediari meccanici.

La strumentazione è dominata da un display "multivisione", che sembra offrire al guidatore una grande varietà di informazioni, addirittura sovrapponibili su diversi piani e programmabili nel layout a seconda delle esigenze di chi si trova alla cloche. Scusate, al volante. Sperando che poi non si distragga cercando di regolare il volume della radio…

E poi, ancora, un sistema di visione notturna od in caso di scarsa visibilità basato su due fari ad infrarossi che permettono di "illuminare" la strada fino a 150 metri, proiettando poi l’immagine su uno dei tanti display presenti sulla plancia. Pericoli ed ostacoli vengono scorti con grande anticipo: se ne giova la sicurezza del viaggio.

Sempre a questo fine, sulla F500 troviamo un avanzatissimo sistema di controllo vocale, oltre alla possibilità per il guidatore di essere l’unico a ricevere informazioni sonore grazie a degli ultrasuoni che "mirano" esattamente alla posizione di chi deve ascoltare.

Il motore, definito dalla Mercedes "stato dell’ arte", è un diesel da 320 cavalli, dai consumi sensibilmente più bassi di un corrispondente motore CDI.

Altrettanto rivoluzionato l’abitacolo: si giova di un’altra innovazione apparentemente bizzarra, ma che rischia di influenzare in maniera pesante l’aspetto delle auto del futuro. Il tetto non è più sorretto dai sempre più voluminosi montanti delle automobili attuali. Nossignore, una robusta colonna di carbonio piazzata tra i sedili anteriori sorregge il padiglione, sgravando da questo compito i montanti anteriori e centrali: aumentano così le superfici vetrate sopra e di lato, al solo prezzo di un intruso nero nell’ abitacolo.


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