Autore:
Paolo Sardi

 IN PENSIONE A differenza di quanto accade al di là della Manica, nel settore delle Suv la "vecchia" regina si prepara ad abdicare. Dopo circa sette anni di onorata carriera, inframmezzati da un leggero lifting datato 2001, l'attuale Mercedes Classe M ha imboccato il viale del tramonto, sempre più in difficoltà nel tentativo di contrastare il passo di modelli concorrenti più freschi e modaioli.

A DETROIT?

Al suo posto arriva un modello completamente nuovo, qui ritratto nelle prime immagini senza veli. Il debutto della seconda generazione della Classe M, a meno di ritardi imprevisti, è fissato per gennaio, al Salone di Detroit, una passerella scelta anche per l'importanza strategica che il mercato USA ha per questo modello. Diversamente, ma è l'ipotesi meno probabile, il lancio potrebbe slittare fino a marzo, in occasione del Salone di Ginevra.

PICCOLI PASSI

Anche con la nuova Classe M la Mercedes non rinnega la sua filosofia di evoluzione stilistica, a volte anche profonda ma senza stravolgimenti rispetto al passato. La prima impressione che si ha guardando le foto è che la Suv di Stoccarda sia diventata più filante e sportiva della sua progenitrice. Le indiscrezioni sulle dimensioni suonano come una conferma, visto che si parla di sensibili incrementi della lunghezza (+15 cm circa), della larghezza (+7 cm circa) e del passo (+9 cm circa), a fronte invece di una riduzione dell'altezza massima (-5 cm circa).

UN RITORNELLO

A rafforzare la sensazione iniziale di sportività provvede pure il taglio obliquo della linea di cintura, divenuto una sorta di leit motiv delle Mercedes più recenti, Classe A e Vision B in testa. Il cofano segue questa linea maestra e scende svelto verso il frontale, in cui la grande stella a tre punte è ospitata in una mascherina di aspetto piuttosto tradizionale. Più moderno è invece il disegno dei generosi passaruota che abbracciano ruote il cui diametro che può variare dai 17 ai 19 pollici.

MOSTRA I MUSCOLI

La parte posteriore, muscolosa e ben tornita, pare quella più personale. Qui il lunotto trova continuità nella terza luce laterale, tanto arrotondata nella parte inferiore quanto acuminata in quella superiore. Anche in coda i tocchi grintosi non mancano, con i terminali di scarico che fanno capolino dal paraurti. Nel disegno dell'abitacolo regna invece sovrana l'eleganza, con l'unica eccezione degli strumenti, circolari e carenati come su una coupé.

CAVALLI A IOSA

Sul fronte dei motori, si parla di un'offerta come sempre varia e articolata. Tra le unità a benzina la base designata è il nuovo 3.5 V6 da 272 CV, affiancato inizialmente dal V8 5.0 da 306 CV. In un secondo tempo è atteso un nuovo 4.6 da 326 CV, accompagnato da un V8 5.5 da oltre 400 CV. A chiudere degnamente la gamma a benzina, l'immancabile versione V8 AMG, con potenza e cilindrate monstre: 6,3 litri e oltre 460 CV.

A DIETA

Ben più interessante per il nostro mercato è invece la famiglia dei turbodiesel CDI, ampiamente rinnovata e composta da tre versioni. Per quella d'accesso le indicazioni convergono su un 3.0 V6 con una potenza nell'ordine dei 190 CV. Lo stesso motore è chiamato a equipaggiare anche la versione intermedia, anche se per questa la potenza sale fino ad arrivare nell'ordine dei 225 CV. Chiude il gruppo un V8 4.0 biturbo da circa 300 CV. In ogni caso le prestazioni si preannunciano interessanti, complice la ferrea dieta cui la Classe M è stata sottoposta dalla Mercedes, con un risparmio di peso attorno al quintale. Per tutte le nuove Classe M, a prescindere dal motore adottato, la trazione resta di tipo integrale permanente.

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