Autore:
Marco Rocca

LACRIME DI GIOIA Probabilmente a tanti l’accostamento cromatico giallo/verde utilizzato da McLaren per la nuova P1 GTR risulterà solo una bella livrea. In realtà dietro questi colori c’è un pezzo di storia della Casa inglese che omaggia la nuova hypercar con la stessa veste della F1 GTR telaio #06R, che si è guadagnata un posto nella storia alla 24 Ore di Le Mans in occasione dello storico debutto Mclaren, oramai 20 anni fa. Richiami storici a parte, la nuova P1 GTR non ha lo stesso oneroso compito della sua progenitrice, semplicemente farà la felicità di facoltosi clienti privati, che potranno provarla in appuntamenti appositamente dedicati. Ma sul calendario delle varie sessioni di guida, tornerò più avanti, ora è il caso di fare il punto sulla nuova bestia sputa-fiamme.

SERVE PIU’ DEPORTANZA Visto che l’unico asfalto che conoscerà sarà quello dei circuiti di mezzo Mondo, la nuova P1 GTR è stata appositamente sviluppata da un team di ingegneri, che ne hanno riconfigurato l’aerodinamica. In buona sostanza, la carreggiata anteriore è stata allargata di 80 mm rispetto alla versione stradale e uno splitter anteriore pronunciato è arrivato a far capolino dal frontale. Il suo scopo è quello “dialogare” con la lamella che corre nella parte inferiore della vettura consentendo così un aumento della deportanza e, allo stesso tempo, una migliore gestione del flusso dell’aria lungo le fiancate. Al posteriore, come prevedibile, è arrivata l’ala fissa posta ad una altezza di 400 mm al di sopra della sezione posteriore della carrozzeria. In questo modo la downforce è cresciuta del 10%, raggiungendo un carico aerodinamico di 660 kg a 240 km/h. Come la vettura di serie, anche la GTR mantiene il sistema DRS, che riduce l’angolo di incidenza dell’ala da 32° a 0° semplicemente azionando un tasto sul volante.

MENO 50 Ovviamente la metamorfosi GTR non poteva esaurirsi con il nuovo pacchetto aerodinamico. Anche la massa della vettura è stata tenuta in considerazione e debitamente ridotta. Così, la P1 GTR fa segnare 50 kg meno rispetto alla sorella stradale. Per arrivare alla soglia dei 1.300 kg scarsi, i tecnici hanno dovuto lavorare di fino. Oltre allo svuotamento dell’abitacolo che ha eliminato radio, navi e compagnia bella, l’alleggerimento ha riguardato anche la finestratura, ora in policarbonato, e il tetto in fibra di carbonio. Anche il parabrezza è più sottile di quello di serie. Un'altra chicca è rappresentata dal nuovo impianto di scarico in titanio più leggero di circa 7 kg.

CIFRA TONDA Il cuore della McLaren P1 GTR rimane il V8 biturbo da 3.8 litri, che lavora a braccetto con il motore elettrico. Insieme scaricano a terra 1.000 cavalli (contro i 916 della versione da strada), 800 dei quali prodotti dall’unità a benzina e 200 immediatamente disponibili dal motore elettrico. Visto l’utilizzo esclusivo in pista, il propulsore è stato interamente revisionato per garantire il massimo delle prestazioni. Alcuni componenti sono stati sostituiti con parti da competizione, e quindi più adatte a sostenere le alte velocità cui la P1 GTR sarà sottoposta dal fortunato proprietario. Sono stati inoltre eliminati alcuni elementi presenti nel propulsore destinato all’uso stradale al fine di ridurre il peso complessivo.

ONE TO ONE In vista del debutto ginevrino, la McLaren ha svelato maggiori dettagli sui programmi sportivi dedicati in maniera esclusiva ai clienti, che potranno prendere parte prima ad una sessione di test a Silverstone e poi ad un vero e proprio track day sul circuito di Barcellona, in Spagna. Come per la Ferrari con la sua FXX K, anche i proprietari di P1 GTR saranno coinvolti in un programma creato ad hoc, il McLaren Technology Center. Di prezzi ancora non se ne parla ma è facile intuire cifre superiori ai due milioni di euro. Ci state facendo un pensierino? Sappiate però che vi servirà essere già possessori di una P1 per poter chiedere un esemplare della GTR.


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