Autore:
Paolo Sardi

AVANTI UN'ALTRA La vena creativa dei designer Mazda pare proprio non si voglia inaridire. Da diverso tempo ormai non esiste Salone che si rispetti che non tenga a battesimo una novità della Casa nipponica. Così, ecco arrivare puntuale anche un'anteprima assoluta destinata questa volta a catalizzare l'attenzione nello stand che la Mazda allestirà a Detroit. E c'è poco da stupirsi del fatto che si tratti di una sorta di Suv: la Mazda non è fortissima in quel segmento tanto importante sul mercato yankee e correre ai ripari è doveroso.

BODY BUILDING Giusto per mettere i puntini sulle i, quelli della Mazda ci tengono a precisare subito che questa concept car non è una vera Suv, bensì una crossover, termine ormai strainflazionato e che qui viene in parte ripreso anche dal nome, MX-Crossport. Dando uno sguardo alla linea, più che per la passerella di Detroit, la MX-Crossport pare pronta per un contest di body builders, sul genere di Mr Olympia.

SCARPE GROSSE Lunga 463 cm, larga 193 e alta 163, questa Mazda ha un'aria muscolosa e massiccia come poche altre, grazie soprattutto a passaruota e parafanghi bombatissimi, sotto cui trovano posto cerchi da 20 pollici con pneumatici 275/45. Anche i sottoporta e i paraurti sono belli carnosi, mentre a dare dinamismo all'insieme provvedono le linee tese che solcano il cofano, i fari sottili e il disegno filante dei finestrini, messo in risalto da un bordino cromato. A riprova del fatto che se "Cross" ha un suo senso compiuto, anche "sport" non è messo lì per caso...

EFFETTI SPECIALI Una simile carrozzeria potrebbe arrivare in produzione entro un paio d'anni. Altrettanto non si può dire invece dell'abitacolo, ricco di effetti speciali ma ancora un po' troppo da show car. In attesa di vederlo in una veste più facilmente industrializzabile, ci si può comunque lustrare gli occhi con le sue molte soluzioni avveniristiche. I sedili, per esempio, sono montati su un singolo supporto centrale, che scorre in una guida monorotaia. La parte posteriore degli schienali è in acrilico e alluminio, mentre i rivestimenti sono in pelle.

TUTTO A VISTA La plancia ha un disegno innovativo e utilizza un sistema d'informazione chiamato Three Panel Display che, come dice la parola stessa, impiega tre visori per svolgere molteplici funzioni. Cuore del sistema è il display circolare centrale che, contrariamente alle apparenze, non è l'oblò di una minilavatrice bensì un pannello di controllo con funzione touch screen (handling panel). A integrare la strumentazione provvede inoltre il visore che si trova poco sopra (status panel). Dalla gestione della E-mail, alla navigazione satellitare passando per la climatizzazione e l'impianto stereo, tutto è quindi sotto controllo.

CAMERA CAR Il terzo display, largo 365mm e alto 80, si trova davanti al passeggero anteriore ed è dedicato al suo intrattenimento. Qui si possono vedere le sequenze di un DVD o godersi le emozionanti immagini trasmesse da varie telecamere montate qua e là sull'auto. Proprio una Formula 1, la MX-Crossport si può trasformare in camera car, con la possibilità di osservare la strada per esempio dalla prospettiva degli specchietti laterali. In alternativa si possono avere davanti replicati gli strumenti, proprio come se si fosse alla guida.

LUCE REGOLABILE Così come sulla Ferrari Superamerica, il tetto è in vetro speciale, la cui trasparenza può essere regolata a piacere agendo su un semplice comando. A soffitto c'è anche una pratica console che ospita piccoli vani portaoggetti e un ulteriore display per i posti posteriori. Le sorprese non sono comunque finite, visto che anche il tunnel centrale ha di che lasciare a bocca aperta, grazie a un particolarissimo comando del cambio, che è di tipo automatico con funzione sequenziale.

PULSANTE EROGENO In automatico, le varie modalità di funzionamento possono essere selezionate tramite appositi tasti. Quando invece si vuole intervenire manualmente sulla selezione delle marce basta premere un pulsante per provocare "l'erezione" della classica leva, fino ad allora rimasta nascosta, reclinata nel rivestimento del tunnel. Nulla si sa, infine, sul tipo di motore adottato da questa concept car nipponica ma, visto che gli States saranno la sua patria adottiva, pare assai improbabile che sotto il cofano ci sia un piccolo turbodiesel.


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