Autore:
Luca Pezzoni

CERTEZZE Sulla Mazda MX-5 si è già detto quasi tutto, più o meno fedele a se stessa da tre generazioni deve metà della sua grandezza all'intuizione originaria di un giornalista americano arruolato dalla Mazda. Molto ascoltato all'epoca dal Management orientale, spinse con il reparto tecnico per creare un'erede low cost, ma ad alto divertimento e affidabilità, delle spider di scuola inglese. La Mazda Experimental 5, Miata per gli amici, è stata da subito un successo. In oltre vent'anni di onorata carriera, con quasi un milione di esemplari prodotti, si sono avvicendate tre generazioni. Ma più dei numeri e del fatturato i meriti sono stati filosofici: aver dimostrato che non servono mandrie di cavalli per sorridere al volante in primis. E in attesa del 2012, quando dopo 7 anni di onorata carriera anche la versione contemporanea andrà in pensione sostituita dalla quarta generazione, ecco le prime indiscrezioni non solo sullo stile quanto su filosofia e scelte tecniche all'orizzonte.

CONFERMATISSIMI Alcuni tratti distintivi della Mazda MX-5 sono dati per intoccabili. Come lo sterzo diretto e "sensitivo”, o la trazione posteriore: imprescindibile per poter parlare di spider vero e divertimento di guida, con buona pace di chi ogni tanto prova a contrabbandare soluzioni alternative come altrettanto valide. Ma allo studio ci sarebbero affinamenti di dettaglio per arrivare ad un obiettivo senza compromessi. Stando alle indiscrezioni trapelate la quarta generazione avrebbe in comune con la prima la ricerca spasmodica del peso forma. Stare entro i 1000 kg, come era riuscito alla trisavola sarebbe di certo un risultato straordinario per un'auto moderna e in obbligo di rispettare i contemporanei requisiti di sicurezza. Un downsizing quasi obbligato per chi lo pratica da sempre e non per moda.

CAMBI MOTORI Anche i propulsori dovrebbero essere rinnovati radicalmente e si parla di un ritorno alle cilindrate originarie, scelta resa possibile anche dal risparmio di peso. Ad affiancare il propulsore base, da 1,6 litri, dovrebbe esserci quindi l'1,8 litri. Pare probabile l'utilizzo, almeno in alcune versioni, del turbocompressore mentre sembra più dettata dai desideri degli appassionati la remota possibilità che sotto il cofano della prossima MX-5 alberghi anche un motore rotativo wankel. Quasi certo invece l'arrivo del cambio automatico a doppia frizione per conciliare smanettamenti moderni e tradizione. Per i più conservatori, buongustai direbbe qualcuno, ci sarà comunque il manuale a 6 marce esteso anche ai modelli base (ora rimane invece riservato alla due litri, con la cubatura più piccola bisogna accontentarsi di 5).

RIVOLUZIONE ESTETICA Lasciamo per ultima la notizia per certi versi più sconvolgente. A dire di Lauren Van den Acker, responsabile dello stile, la quarta generazione segnerà un netto stacco rispetto alla terza generazione. Giudicata troppo conservativa. In particolare ci sarebbero da mettere in preventivo fiancate sinuose, trattamento delle lamiere con giochi curvilinei e tormentati e nell'insieme lineamenti più muscolari ed aggressivi. Tutto in linea con i canoni stilistici di alcuni concept fedeli alla filosofia del Nagare design. Prima di giudicare bisogna aspettare, certo che mettere mano in modo radicale all'icona di casa non sarà compito facile. La speranza è che il rinnovamento non vada a scapito di quello spirito ai limiti dell'understatement, che rende la mazdina simpatica, facile da indossare e diversa da molte altre scoperte da passeggio. Solo sulla carta più aggressive, e poi molto meno divertenti quando fuori dai lungomare iniziano le curve.


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