Autore:
Paolo Sardi

ECCEZIONE ALLA REGOLA La Mazda è sicuramente una tra le Case più attive in materia di concept car. Ogni anno sforna diversi prototipi che rappresentano, però, il più delle volte, semplici esercizi di stile: direttamente da loro non nasce insomma alcun modello di serie. Il occasione del Salone di Ginevra, tuttavia, lo stand ospita anche la Mazda Minagi, una show car da una cui costola potrebbe invece derivare, in un futuro nemmeno tanto lontano, una nuova crossover compatta, la probabile sorella minore della CX-7.

PRONTA ALLO SCATTO La Mazda Minagi non ha infatti un look campato in aria e improbabile ma applica a un modello verosimile i canoni del Kodo design, definito dalla Casa stessa l’anima del movimento. In pratica l’intento dei designer è di far sembrare la macchina pronta a balzare in avanti anche da ferma, come un felino che sta per attaccare la sua preda, con tutti i muscoli contratti.

L’ALTERNANZA PAGA E proprio come un ghepardo in caccia, la Mazda Minagi appare con il peso leggermente all’indietro. Ciò grazie a un cofano lungo e spiovente e a un parabrezza inclinato, che sembrano spostare l’intero abitacolo verso la parte posteriore, con il lunotto obliquo e il portellone dritto sull’attenti. Questa scelta non appesantisce comunque la vista d’insieme, alleggerita da una sapiente alternanza di superfici concave e convesse nei sottoporta, di linee tese e curve.

FILO CONDUTTORE Un ruolo importante a definire la personalità della Mazda Minagi lo giocano anche elementi di dettaglio. Alcuni esempi vengono dalla modanatura a forma di ala che attraversa l’intero frontale, dalle cornici delle prese d’aria inferiori e da quelle dei terminali di scarico, che mostrano tutte la stessa finitura metallica. Alcune di queste soluzioni si ritroveranno sul modello di serie e potrebbero diventare un filo conduttore anche su altri modelli della Casa giapponese.

DI TUTTO, DI PIU’ La Mazda Minagi non si limita però a fare da manifesto programmatico dal punto di vista dello stile. Questa concept porta infatti sulla ribalta di Ginevra anche un insieme di soluzioni studiate per migliorare l’efficienza delle Mazda di domani e riunite sotto l’unica definizione di SKYACTIV. Molto interessanti sono, in prima battuta, le voci circa due motori, uno a benzina e uno turbodiesel (chiamati rispettivamente SKYACTIV-G e D), che promettono un aumento delle prestazioni e una diminuzione dei consumi puntando soprattutto sulla riduzione del peso e degli attriti interni.

COMPLIMENTI PER LA TRASMISSIONE A fare loro da spalla c’è un’accoppiata di nuovi cambi. Lo SKYACTIV-Drive è un inedito automatico, più rapido e leggero di quelli convenzionali e che si dice non faccia rimpiangere i robotizzati a doppia frizione. Per chi ama il fai-da-te nelle cambiate è invece in arrivo lo SKYACTIV-MT, un manuale sempre a sei rapporti studiato per diffondere anche sul resto della gamma Mazda la proverbiale velocità della trasmissione della MX-5.

GIOCO DI SQUADRA La carrozzeria si annuncia all’altezza della meccanica, grazie alla costruzione SKYACTIV-Body. Questo schema impiega acciaio ad alta resistenza e vede i componenti progettati con la forma più rettilinea possibile, così da avere rigidità e leggerezza al tempo stesso. Alla medesima causa lavora oscuramente anche il telaio SKYACTIV-Chassis, che promette un elevato piacere di guida, complici sospensioni multilink di nuova generazione.


TAGS: concept car salone di ginevra body salone di ginevra 2011 mazda minagi skyactiv chassis kodo design