Autore:
Simone Coggi

Il nome deriva da una parola giapponese che significa “aggiungere vigore”, e quello che si prefiggono gli ingegneri è di rinvigorire e comunque rinnovare la filosofia che più di dieci anni fa ha dato forma e vita alla MX-5. Sacrilegio, lesa maestà?

Per molti, ancora legati alle forme da inglesina della spider più amata del mondo, probabilmente sì. Ma la storia ed il progresso non possono essere fermati, ed ecco arrivare le nuove linee, più tese, semplici, un filino troppo nipponiche.

Le ruote, con cerchi di dimensioni generose a cinque razze, sono

posizionati ai quattro angoli della vettura. Gli sbalzi sono minimi: questo, insieme alla linea di cintura piuttosto alta, omogeneamente orizzontale, e a superfici vetrate sorrette unicamente dai piccoli montanti anteriori, conferisce alla Ibuki un piacevole senso di compattezza.

Il frontale è caratterizzato da un’ampia presa d’aria ovoidale ispirata evidentemente all’attuale modello, oltre che da sottili fari di forma analoga realizzati con un’inedita soluzione a LED perimetrali. L’insieme è sicuramente piacevole, pur mancando di quella “sensualità” che spesso si cerca in una vettura aperta.

Certi particolari, posto che arrivi il via libera alla produzione, probabilmente saranno destinati a lasciare il posto a soluzioni più tradizionali, come l’assenza della cornice del parabrezza o i fari. Quello che non dovrebbe peggiorare è il comportamento stradale. Anzi: il motore è stato riposizionato verso la coda di una quarantina di centimetri.

Questo layout - tecnicamente chiamato centrale-anteriore, lo stesso di cui si giova la RX-8 – permette di accentrare quanto più possibile le masse, riducendo il momento polare di inerzia. Per lo stesso motivo il compressore dell’aria condizionata è stato addirittura spostato dietro ai sedili.

I vantaggi sembrano sensibili, con una maggiore rapidità nell’inserimento in curva, rispetto alla già fulminea Miata, e divertimento e guidabilità ai massimi livelli. Cos' almeno secondo le dichiarazioni dei tecnici della Casa. Niente male, se fosse vero. Si tratta solo di aspettare e vedere…


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