Autore:
Paolo Sardi

UNA SOLA? La definizione ufficiale è quella di "studio di design", in esemplare unico. E chissà se quelli della Maybach sarebbero pronti a dare un due di picche a un eventuale sultano desideroso di salutare la folla festante dei suoi sudditi da questa Landaulet. Improbabile; né sarebbe facile respingere le avances di sceicchi, magnati e reali vari. Passi il rigore tedesco ma a certi livelli vale più che mai l'adagio secondo cui "il cliente ha sempre ragione".

OVER THE TOP Certo che per far venire l'acquolina in bocca e il prurito al portafoglio agli amanti del genere, alla Maybach non si sono risparmiati. La Landaulet (il nome non è di fantasia ma è proprio quello che identifica dagli Anni 20 le auto con i posti anteriori coperti e quelli posteriori celati da una capote pieghevole) sfoggia un abitacolo interamente rivestito in pelle bianca, alternata a finiture il nero Pianoforte e a parti in granito (!). Per il resto sono straconfermate le dotazioni da cinque stelle superlusso della versione chiusa, con l'enorme zona posteriore che diventa il centro dell'universo Maybach. Si va dalle poltrone singole, con tanto di poggiapiedi e funzione massaggio, ai flute in argento, passando per il clima quadrizona, due televisioni indipendenti e lo stereo Dolby Surround, giusto per fare qualche esempio.

IL DOMATORE Nemmeno l'autista, se appena appena appassionato, ha di che lamentarsi. Certo, è escluso dalla zona Vip da un divisorio ma ha sempre la soddisfazione di mettere alla frusta la bellezza di 612 cavalli. E dire che questo non è nemmeno il dato più eclatante che si trova scorrendo la scheda tecnica. Quella che colpisce di più è la coppia massima: 1.000 Nm spaccati e costanti tra i 2.000 e i 4.000 giri. Alla faccia della flemma aristocratica...


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