Autore:
Davide Varenna

SETTEBELLO Le visionarie proposte delle sei precedenti edizioni non sono forse bastate agli organizzatori del Los Angeles design challenge, così che quest'anno la sfida è stata allargata oltre il confine californiano, aprendo le porte anche ad alcuni centri stile di Germania e Giappone. Giunto alla settima edizione, l'ormai tradizionale concorso che accompagna il Salone di Los Angeles vedrà dunque una dura sfida tra nove interessantissime proposte provenienti da tutto il mondo, frutto delle menti esplosive di veri professionisti, per una volta liberi di dar sfogo a tutta la loro creatività.

CREAZIONI SURREALI Sull'onda dell'ultima tendenza, il tema di quest'anno non poteva che essere incentrato sulla leggerezza. Massimo1000 libbre (circa 454 kg) per quattro passeggeri: questa l'ardua equazione che ha guidato i vari team di designer, attenti a proporre soluzioni che fossero allo stesso tempo sicure ed ecosostenibili, nonché confortevoli ed inevitabilmente belle. Svincolate da ogni legge di mercato e talvolta equipaggiate con tecnologie non ancora sviluppate, le nove proposte hanno dunque assunto forme e contenuti surreali, introducendo però alcune interessanti soluzioni, che potremmo ritrovare sulle auto del domani. Auto alimentate ad aria, carrozzerie che si sviluppano a partire da un seme o telai intrecciati con la fibra di carbonio. Ecco tutte le novità in una breve panoramica dei progetti:

Cadillac Aera
Il futuro Cadillac è rappresentato dalla Aera, una filante coupè 2+2 caratterizzata da una struttura ramificata, ispirata alla conformazione interna di un ammasso di bolle. L'utilizzo di leghe leggere e la realizzazione in un pezzo unico, donano grande resistenza ed un'incredibile leggerezza alla struttura, così da inchiodare il peso complessivo a sole 1000 libbre. Un risultato ottenuto anche grazie all'adozione di un sistema di comando di tipo wireless che, oltre ai pesanti organi meccanici di collegamento, elimina addirittura i cablaggi dei moderni sistemi drive-by-wire. Quel che più stupisce in questa concept, però, è l'intelligente uso dell'aria compressa, sfruttata per muovere il motore ma anche per aumentare la sicurezza dei pedoni. Grazie ad un materiale simile a quello utilizzato negli airbag della sonda spaziale NASA Mars Rover, il sottile serbatoio dell'aria che prende il posto della carrozzeria funge infatti da cuscino, per attutire, in caso di incidente, l'impatto con i pedoni.

Volvo Air Motion
L'aria compressa è al centro anche della proposta di Volvo, non a caso battezzata con il nome "Air Motion". Pensata per esaltare il puro piacere di guida, la filante cabriolet fa uso di una struttura in fibra di carbonio, ornata da una elegante carrozzeria in pieno stile scandinavo. La sua architettura senza tetto lascia scorgere la particolare forma sdoppiata dei due sedili, pensati per ospitare sia i passeggeri anteriori che quelli posteriori, questi ultimi rivolti verso la coda. La riduzione dei componenti è resa possibile anche dal sistema propulsivo, con i motori ad aria compressa che, raffreddandosi durante l'uso, permettono di eliminare il pesante impianto di raffreddamento. L'irrefrenabile immaginazione dei designer Volvo si è poi spinta alle stazioni di ricarica dell'aria compressa, dotate di turbine fluttuanti a 1000 piedi d'altezza (quasi 360 metri), così da generare maggiore energia ed alimentare i compressori elettrici.

Honda Air
Nome simile anche per la Honda, terza ed ultima proposta a sfoggiare l'alimentazione ad aria compressa. Seguendo la stessa filosofia delle concorrenti, la Air punta alla riduzione dei componenti per un maggiore risparmio di peso, utilizzando un telaio cavo che funge sia da serbatoio sia da supporto. Analogamente a quanto avviene sulle moderne auto ibride, dove i propulsori a benzina ricaricano il pacco batterie, la piccola Honda sfrutta delle turbine e i flussi d'aria esterni per rigenerare la pressione del serbatoio, altrimenti ricaricabile con un compressore casalingo o nelle stazioni di servizio. Grazie anche all'uso di materiali leggeri, come i pannelli della carrozzeria in polimero di origine vegetale, il propulsore ad aria deve muovere solamente 800 libbre (passeggeri esclusi), garantendo un'autonomia di 100 miglia.

Maybach DRS
Le stranezze continuano in Casa Maybach, con un veicolo a due ruote che interpreta in modo molto particolare il lussuoso carattere della Casa. Invece di una lunga e potente ammiraglia, gli uomini dell'advanced design center hanno concepito una piccola citycar ispirata al "Jin-Riki-Sha" (dal giapponese: veicolo a propulsione umana), il tradizionale risciò inventato a Tokio nel 1870. Il nuovo DRS (Den-Riki-Sha, risciò a propulsione elettrica), sfrutta dunque le moderne tecnologie elettriche, assistendo la pedalata del conducente nel trasporto dei tre passeggeri, seduti alle sue spalle. Nasce così un nuovo modo di vivere gli spostamenti cittadini, con un veicolo tranquillo ed ecologico, che mantiene però, nelle linee e negli interni, il lusso e l'eleganza della Casa tedesca.

Mercedes Biome
La proposta più stravagante
arriva invece dallo studio californiano di Mercedes-Benz. La Biome è infatti una berlina che, più che puntare su un design sconvolgente, cattura l'attenzione per il suo essere quasi un organismo vivente che, come fosse una foglia di un albero, fa parte di un vero e proprio ecosistema. Ogni Biome nasce in un'ecologica nursery Mercedes, utilizzando solo materiali organici. Unito ad un seme particolare, il logo anteriore genera gli interni della vettura, mentre la stella posteriore, seguendo lo stesso processo, dà origine alla carrozzeria. Una volta su strada, la Biome trae poi energia direttamente dal sole, intrappolandola sotto forma di legami chimici nel liquido BioNectar4534. Un nettare che, tramite particolari recettori, può essere estratto anche dagli alberi, così che una maggior ricerca di "carburante" incentivi anche un rapido rimboschimento del Pianeta.

Mazda MX-0
Se Mercedes spazia in un mondo quanto mai utopico, Mazda concentra i suoi sforzi su un veicolo ben più concreto, che al raffinato studio della tecnica abbina un design davvero mozzafiato. Il team di designer è partito dalla Mazda MX-5, cercando di semplificare e ridurre i componenti, così da estremizzarne la leggerezza e le conseguenti doti dinamiche. L'affilato corpo vettura in stile racing è spinto da motori elettrici a coppia elevata, per ottenere ottime prestazioni ad emissioni zero.

Nissan iV
Elettrica è anche la iV degli uomini Nissan, i cui componenti in materiale "organico-sintetico" vengono prodotti attraverso un vero e proprio processo di coltivazione. La grande copertura trasparente che avvolge tutto l'abitacolo è realizzata con un particolare materiale fotovoltaico, del 99% più leggero rispetto al vetro. I 25 anni che ci separano dalla sua ipotetica produzione, saranno sufficienti ad ottimizzare la tecnologia elettrica, permettendole di recuperare ben il 60% dell'energia cinetica persa. Il sistema pro-active Sefety Shield, ispirato al movimento dei banchi di pesci, permetterà poi di evitare qualsiasi scontro del veicolo, così da sgravare la vettura dai pesanti sistemi di sicurezza.

Smart 454 WWT
La giocosa realizzazione di Smart cela una tecnologia produttiva tanto simpatica quanto inusuale: il telaio in fibra di carbonio è intrecciato da robot intelligenti, che tessono le varie fibre ottenendo forme molto complesse, studiate per ottimizzare il peso e la resistenza meccanica. Ogni componente della vettura è poi realizzato con materiali specifici per la funzione che devono svolgere, come le vetrature ed i parafanghi che sfruttano la leggerezza della plastica riciclata per creare superfici trasparenti o vivacemente colorate. Grande importanza viene poi data alla personalizzazione, con i pannelli della carrozzeria facilmente sostituibili ed il tetto realizzato con un particolare tessuto ecologico, ordinabile con diverse tessiture e stampe.

Toyota Nori
A finire la carrellata, la proposta di Toyota: una leggera cabriolet che fonde telaio e carrozzeria in un unico elemento, realizzato con alghe ("Nori" è infatti la traduzione giapponese della parola "alga") e rinforzato con fibre di carbonio. Un po' come accade per la Mercedes Biome, anche la vettura giapponese verrà dunque prodotta in stretto contatto con la natura, in una delle ipotetiche fabbriche realizzate in prossimità della costa. L'utilizzo delle alghe come fonte per le bioplastiche servirà poi a minimizzare gli effetti sulla catena alimentare, evitando l'utilizzo di vegetali quali la soia ed il mais.

VOLATA FINALE Per scoprire quale proposta risulterà vincitrice bisognerà aspettare il Salone di Los Angeles, in programma dal 19 al 28 novembre. Nel frattempo però, abbiamo eletto le nostre tre proposte da podio, per iniziare a capire chi potrà essere il favorito della volata finale.

1° Mercedes Biome
Le sue forme e la sua architettura non stravolgono l'attuale concezione di automobile, ma quel che sorprende è la sua natura organica. Più che la stessa Biome, sono dunque il suo sviluppo ed il suo particolarissimo ciclo di vita a proiettarla sul primo gradino del podio.

2° Maybach Drs
Le concept con due ruote giganti ai lati non sono ormai una novità, ma questa DRS si fa apprezzare per il suo coraggio. Chi mai avrebbe pensato ad una Maybach di piccole dimensioni e con i pedali? Al di là delle stranezze, la piccola tedesca colpisce per il suo sistema ibrido elettrico-umano che, seppur su veicoli ben più economici, già oggi si sta affacciando come valida soluzione di mobilità sostenibile.

3° Cadillac Aera
Difficile attribuire il terzo gradino del podio, conteso da uno dei tre modelli ad aria compressa. Dopo le sfortunate vicende su auto come l'italiana Eolo, questo particolare propulsore sembra voler tornare alla ribalta, e chissà che un domani non veda davvero la strada. La scelta della Cadillac è dovuta all'intelligente uso che fa dell'aria compressa che, come abbiamo visto, viene sfruttata anche per la sicurezza dei pedoni.

VERITÀ NASCOSTE Al di là delle previsioni, però, è importante osservare come emergano dei pensieri trasversali tra i progetti delle diverse case automobilistiche: utilizzo di aria compressa, semplificazione dei componenti, materiali organici spesso ottenuti attraverso la coltivazione, carrozzerie e telai cavi. Sono molti i temi che accomunano le nove proposte. Che si tratti dunque di qualcosa di più di semplici fantasie?


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