Autore:
Simone Coggi

Il risultato non è certo scontato (aspettiamo con trepidazione la proposta di Fiat, che non dovrebbe tardare molto), ma la LF-X non ha paura di mostrarsi. E’ fin bella.

Certo, come spesso accade ai costruttori con gli occhi a mandorla, la paura di non piacere a tutti tutti, ha avuto l’effetto collaterale di generare una linea che difetta un po’ in originalità, ma in fondo siamo ancora allo stadio di prototipo.

Portellone fortemente inclinato (ricorda un o' il prototipo Mercedes F500 esposto proprio a Tokio, o la già famosa GST) con gruppi ottici a LED; montanti che sviluppano il tema introdotto dalla SUV di casa, la RX 300; una volumetria della fiancata che non nasconde ammirazione per la Mazda 6, un frontale dominato dalla griglia e da due bei faretti aguzzi sempre a diodi luminosi, come vuole la moda imperante tra show car e affini. Insomma, ce n’è per tutti i gusti…

L’interno, oltre alla ormai necessaria cloche d’aereo, conferma la tendenza al display multifunzione-tridimensionale-configurabile a piacere, all’accostamento pelle-metallo, al tetto trasparente e alle porte che si aprono a finestra.


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