Autore:
Luca Pezzoni

BOCCA A L Qualcuno sostiene che i restyling di mezza vita siano tanto utili quanto, spesso, peggiorativi. Specialmente nel caso in cui a linee semplici e ben definite vengano aggiunti inutili orpelli. Bene, questo non è il caso della Lexus IS. Pensata dai jap per competere con il gotha europeo del segmento (quindi le solite note tedesche) ha fatto del design non urlato ai limiti dell'understatement un tratto caratterizzante. Ora, con l'inevitabile aggiornamento di mezza vita non arrivano per fortuna rivoluzioni: luci al led integrate negli occhioni tirati (solo per le versioni con fari BiXenon), nuova griglia anteriore, piccoli affinamenti da settimana enigmistica e tanto lavoro di cesello su motore, interni e vizi per i passeggeri. Ecco nel dettaglio i cambiamenti per il 2011, che coinvolgono anche la quasi ignota versione cabrio a tetto rigido.

LEXUS MASCHERONA Parlando della berlina rimangono quindi le dimensioni e la distribuzione dei volumi conosciuti, con il cofano oblungo, caratterizzato sempre dalla mascherona ad L, ora solo leggermente più incassata. Nuova anche al grigliatura, pensata per movimentare le cose dal punto di vista estetico ma anche nella parte inferiore per ottimizzare l'ingresso dell'aria per il raffreddamento. Ai conosciuti occhi felini si aggiungono i diodi al led che brillano anche in basso come un trucco glitteroso. Effetto evidenziato dal trattamento "dark" del trasparente. Nuovo anche il design del paraurti e il posizionamento dei fendinebbia, ma nel complesso stiamo parlando di differenze minimali.

BAULETTO VERO Stessa musica nella vista di profilo, dove ad attirare l'attenzione sono i cerchi dal nuovo design, disponibili da 17 o 18 pollici, e poco altro. Forse rimarranno colpiti i passeggeri quando, una volta aperta la porta, vedranno la scritta Lexus sul battitacco illuminata anche qui dal led. Vista da lato B rimane immutata la forma del bauletto, alto e fagocitato dai montanti posteriori in stile tipicamente Lexus e imitato poi da molti altri. Anche i gruppi ottici rimangono immutati, se non fosse per gli indicatori di direzione, ora rossi. A completare il maquillage arrivano tre nuovi colori, due tonalità di blu e un nero metallizzato.

SALOTTO IS Anche all'interno del bozzolo abitativo non ci sono grandi rivoluzioni ma tanti piccoli aggiornamenti fedeli ai principi Kaizen del miglioramento continuo. Vanno letti in questo quadro sia la nuova strumentazione Optitron, sempre retro-illuminata e scenografica ma ora più leggibile, addirittura del 50% stando alle dichiarazioni dello stesso costruttore. Nuove luci di cortesia, finiture scure sparse e cornici cromate della strumentazione completano il quadro conservativo di un abitacolo che, più che sul glamour, punta da sempre su qualità di materiali e assemblaggio. A proposito, la IS negli USA continua a riscuotere lusinghieri consensi alla voce affidabilità e soddisfazione del cliente, con l'83,9% dei clienti soddisfatti secondo JD Power.

DIESELONI Con il restyling Lexus arriva ad incidere anche in uno dei punti deboli della IS ovvero la scelta limitata di propulsori e allestimenti. Ora per chi preferisce i dieseloni oltre al conosciuto 2,2 litri da 177 cavalli, ottimizzato in alcuni particolari meccanici e con emissioni e consumi ancora ridotti, c'è anche una versione meno spinta. La Lexus IS 200d offre comunque 150 CV e una coppia massima di 340 Nm. Con il cambio manuale a 6 rapporti accelera da 0 a 100 km/h in 10,2 secondi e raggiunge i 205 km/h. Ridotti sia i consumi, 5.1 l/100 km che le emissioni di CO2, 134 g/km.

BENZINONI Per chi preferisce la verde rimane il sei cilindri a V da 2,5 litri ad iniezione diretta, magari non sportivo ma, per come ce lo ricordiamo, molto pastoso e sicuramente con un suono vellutato. Offre sempre 208 cavalli e circa 250 Nm di coppia, quanto basta per superare i 220 km/h e coprire lo 0-100 in 8,5 secondi. Gli ingegneri della Lexus hanno preferito dedicare il loro tempo all'ottimizzazione della trasmissione automatica a sei rapporti, ora con logiche più intelligenti. Ad esempio la nuova elettronica analizza velocità del veicolo e apertura della farfalla per capire la pendenza del tratto stradale, in modo da selezionare il rapporto più conveniente.

ALLESTIMENTO F Oltre alla solita ricchezza di impianti GPS e hi-fi quello che potrebbe far piacere ad esibizionisti e smanettoni mancati è la rinnovata disponibilità dell'allestimento F anche sulle versioni diesel e benzina, tutto quindi senza bisogno di portarsi sotto il cofano i muscolosi quanto assetati 8 cilindri della ISF vera, con paraurti, minigonne, spoiler, badge F e cerchi da 18 con pneumatici da 225 all'anteriore e 255 al posteriore. Previsto anche un settaggio specifico per il servosterzo. Non manca niente per sognare se non... la ISF originale.

VERA F Il gattone di casa, sviluppato sulla pista del Fuji e pensato per far impallidire i proprietari della M3, continua a sopravvivere e ce ne rallegriamo. Perché non c'è pacchetto estetico che tenga: il cofano modificato e ingobbito per far spazio al V8 brontolante trasforma un'onesta e affidabile berlina in un meraviglioso giocattolone. Cambio a otto marce, 0-100 in 4,5 secondi e una coppia da wrestler (500 Nm) rimangono intatte. Mentre già dall'anno scorso la ISF offriva un nuovo differenziale posteriore a slittamento limitato, confermatissimo, ora c'è pure una nuova taratura per il servosterzo. E poi nuovi sedili contenitivi e tappezzerie rinnovate. Ultima ma non ultima la nuova strumentazione, pensata in primis per tenere sotto controllo i giri del motore, suggerisce anche tempi e limiti ideali per cambiare marcia: 5000, 5500, 6200-6550 giri a seconda della marcia inserita. Occhi BiXenon e brillantini al led sono di serie e di notte saranno l'unico modo per riconoscere la nuova versione.

FAMIGLIA IS La famiglia IS per il 2011 si compone dunque di quattro sorelle dalla distinta personalità che ora si offrono aggiornate. Con una quinta variante, la coupé-cabriolet, che complice la linea alta del sederone e un prezzo impegnativo non ha proprio invaso le nostre strade. Scommettere sulla maggiore diffusione della berlina in versione a gasolio appare scontato, come prevedere che il restyling non muterà notevolmente la percezione della IS. Almeno in Italia, scelta di nicchia dedicata a chi non vuole confondere la propria berlina nel mare magnum delle solite tedesche protagoniste nelle flotte aziendali. Per la ISF vera invece ci sarebbe da scrivere un trattato sullo sdoppiamento di personalità e, portafogli permettendo, sarebbe quella da mettersi in garage senza pensarci troppo. A suo agio ovunque, restyling o non restyling...


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