Autore:
Paolo Sardi

EMIGRANTE Oltreoceano ci sarà crisi ma il mercato statunitense resta sempre quello di riferimento per chi costruisce fuoristrada, Suv e crossover. Non c'è nulla di strano, quindi, nel fatto che quelli della Land Rover abbiano deciso di varcare l'Atlantico per presentare al Salone New York la nuova generazione della Discovery, la quarta nei vent'anni di storia del modello. Per parlare di rivoluzione ci vorrebbe forse qualcosina in più ma il termine restyling va maledettamente stretto a questa edizione della off-road inglese.

CRUCIVERBA La linea diventa più ricercata, specie nel frontale, dove tiene banco una mascherina più elaborata rispetto a quella a semplici listelli orizzontali lanciata nel 2004. I gruppi ottici guadagnano invece uno sguardo più intenso, grazie al ricorso ai Led. Anche le luci di coda cambiano aspetto, con motivi circolari a spezzare il gioco di spigoli che domina ovunque. La carrozzeria mantiene infatti il look squadrato da cruciverbone che ha fatto della Discovery un'icona del design geometrico.

UPGRADE L'abitacolo a sette posti si evolve in modo più profondo, facendo della nuova generazione un'auto più raffinata e confortevole. La Casa parla di materiali più morbidi e piacevoli, non solo al tatto ma anche alla vista. La nuova plancia ha il mobiletto centrale meno impettito per portare i comandi che ospita più vicini al pilota, mentrestrumentazione e pannelli delle porte sembrano provenire più da una berlina di classe che da una fuoristrada dura e pura.

MR MUSCOLO Chi davvero viene da una berlina è il nuovo motore turbodiesel V6 da tre litri che monopolizzerà la raccolta ordini della gamma, praticamente lo stesso montato sulla Jaguar XF 2010. Qui è stato leggermente rivisto nell'ottica di un impiego fuoristradistico e in questa configurazione è capace di 245 cv e 600 Nm di coppia. Il tutto con una percorrenza media di 10,6 km/litro e nel rispetto delle norme Euro 5. Su altri mercati è prevista anche la presenza in listino di un V8 5.0 a benzina che però con ogni probabilità non varcherà la frontiera italiana.

CINQUE OCCHI La nuova veste più chic non impedirà alla Discovery 2010 di confermarsi una tra le fuoristrada più prestanti e brillanti nei passaggi estremi. Fiore all'occhiello della nuova generazione resterà il dispositivo Terrain Response, che anzi è stato aggiornato e ora dovrebbe assicura un rendimento ancora migliore nelle condizioni più disparate, selezionabili come sempre tramite la manopola sul tunnel centrale. Sul fronte high-tech completano poi il quadro il sistema Gradient Release, che favorisce spunti dolci in ogni frangente, e cinque telecamere Surround, per tenere sotto controllo gli ingombri in manovra su ogni lato della carrozzeria.

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