Autore:
Alessandro Codognesi

HAPPY BIRTHDAY Un bel regalino di compleanno, non c’è che dire: la Lamborghini Veneno è realizzata per celebrare il cinquantesimo anniversario della Casa di Sant’Agata bolognese e sfilerà all’imminente Salone di Ginevra. Come tradizione vuole, Veneno è stato il nome di un famoso toro, a quanto pare uno dei più forti e veloci nella storia delle corride. Con un look ispirato alle gare endurance, non sarà per tutti: solamente tre gli esemplari, venduti a un prezzo non proprio popolare di 3,6 milioni di euro. E comunque, sono tutti già assegnati.

MOTORONE Il cuore pulsante della Lamborghini Veneno deriva strettamente dalla sorellastra Aventador, ma grazie a sapienti ritocchi, ora il V12 da 6,5 litri di Sant’Agata è in grado di esprimere la bellezza di 750 cavalli. Tradotto in termini velocistici, si parla di circa 355 km/h di velocità massima e 2,8 secondi nel crono 0-100. Tutto questo è stato possibile grazie all’allargamento dei condotti di aspirazione, all'ottimizzazione della termodinamica, a un leggero incremento del regime di rotazione e a un ulteriore abbassamento della contropressione allo scarico.

SCHELETRO PORTANTE Anche il telaio della Lamborghini Veneno vanta soluzioni più che esotiche: la struttura portante è una monoscocca totalmente in carbonio, e deriva dall’Aventador, ma ora è tutta più rigida. Altre soluzioni esotiche per la telaistica sono il cambio manuale ISR, la trazione integrale permanente e le sospensioni del tipo push-rod, tutti tarati con regolazioni ad hoc per la Veneno. Dulcis in fundo, sono inediti i cerchi: da 20" all'anteriore e da 21" al posteriore, sono equipaggiati con il monodado centrale, come le vere auto da corsa, e hanno un design con funzione aerodinamica. Grazie a queste soluzioni, il peso del bestione è decisamente contenuto: solo 1.450 chili, 125 meno dell’Aventador.

SEGUI IL FLUSSO Grandissima attenzione è stata dedicata all’aerodinamica della Veneno. Le appendici aerodinamiche sono tantissime, tutte con uno specifico compito: minimizzare l’attrito e massimizzare la tenuta di strada. L'intera porzione anteriore è stata studiata per permettere un passaggio dei flussi che generi il massimo carico aerodinamico, facendo lavorare il frontale della vettura come se fosse un grosso alettone. Come l'anteriore, anche il posteriore è stato ottimizzato: il fondo piatto, infatti, verso il posteriore si trasforma in un vero e proprio diffusore, tutto per aumentare la stabilità e tenuta quando le velocità in gioco si fanno importanti. Infine l'alettone posteriore, regolabile, progettato basandosi sia sull'esperienza maturata nel Motorsport sia su simulazioni con programmi di flussaggio. Dulcis in fundo, sono nuovi i gruppi ottici, totalemtne ridisegnati, la colorazione, un inedito grigio metalizzato, i due sedili, realizzati nel materiale brevettato da Lamborghini, il Forged Composite, e tutta la strumentazione, completamente ridisegnata e più completa (per esempio, l’indicatore della forza G).


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