Autore:
Luca Pezzoni

STELLE E STRISCIE La riedizione del mitico Cinquino è ormai pronta al debutto negli Stati Uniti. Ancora qualche settimana e si potrà ammirare al salone di Los Angeles, per ora ci sono alcune foto che parlano di piccoli dettagli estetici pronti a segnare la differenza tra le Fiat 500 dei due mondi. Intanto monta l'interesse attorno ad un'auto che sembra troppo piccola ma anche troppo fuori dal coro per non attirare l'attenzione del consumatore americano. Nascono blog dedicati alla piccola Fiat, si inseguono illazioni sui possibili prezzi di listino e finiscono esaurite in poche ore le versioni celebrative dello sbarco, denominate "prima edizione" e prenotabili online in sole cinquecento unità. Nel frattempo procedono i lavori di selezione e formazione per i dealer del marchio Chrysler che si troveranno a vendere un'auto che sembra pensata per ribaltare usi e costumi dell'automobilista yankee.

MESSA GIÙ A vederla da fuori vestita di rosso, in base alle poche foto disponibili, viene da pensare ad una mutazione lieve e di tono sportivo. Complici le bandelle sottoporta e i cerchi da 16 pollici, la 500 che vuol far l'americana sembra più vicina alle Abarth che alle classiche versioni da passeggio. Si tratta di differenze minimali ma comunque significative, cambiano i paraurti anteriore e posteriore, con diverse prese d'aria e sbalzi leggermente più pronunciati. Ci sono le luci di posizione laterali, arancioni e in prossimità dei passaruota, il porta targa modificato sul portellone per far spazio alle targhe più importanti nelle dimensioni oltre che personalizzabili dei vari Stati. Gli interni non cambiano salvo piccoli aggiustamenti come il tachimetro con le miglia.

SOTTOPELLE Ma come già anticipato, lo sbarco americano ha implicato un lavoro approfondito fatto di adeguamenti anche dei contenuti tecnici e di importanti capitoli legati alla sicurezza. Per rispondere alle normative ci dovrebbero essere airbag più grandi e una struttura rinforzata in grado di rispondere ai parametri relativi a urti particolari, come ad esempio il tamponamento posteriore. E non bisogna dimenticare che la taglia dell'auto media, negli USA, è leggermente più grande rispetto a quella delle auto che circolano sulle strade europee. Dando per scontata la grande possibilità di personalizzazione rimangono ancora alcuni dubbi relativamente alle versioni che nel tempo saranno disponibili.

DOWNFORCE Se il debutto dovesse essere affidato alla versione da 1,4 litri con 105 cavalli, c'è chi prevede anche l'arrivo delle versioni Abarth. In ogni caso appare probabile l'allargamento della famiglia anche perché, secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, la Casa americana avrebbe in mente di vendere 50.000 Cinquini solo nel 2011. Versione elettrica ed eventuale giardiniera sono ancora negli eventuali disegni strategici, mentre pare certo l'arrivo della 500C con tetto in tela. Staremo a vedere se lo sbarco americano determinerà un allargamento della famiglia dalla faccia simpatica anche per la 500 come anticipato dai soliti bene informati. Guarda caso proprio come accaduto alla rivale d'elezione, la Mini, che tenendo fermi i tratti genetici si avvia ad essere disponibile in 5 format diversi.

CAMBIO DELLE MIE BRAME Mentre appare strategica la decisione di dotare la piccola di un cambio automatico specifico e diverso dal Dualogic che conosciamo, tutti elementi insieme a climatizzatore ben strutturato e ai porta bibite d'ordinanza imprescindibile per il mercato americano. E poi ci sono le strategie relative al prezzo che, data la decisione di fabbricarla negli stabilimenti Messicani di Chrysler, dovrebbe "tagliare" quello della Mini di qualche migliaio di dollari pur rimanendo entro i confini delle piccole "premium". Strategia che replica quella adottata sul mercato europeo anche se bisogna ricordare che negli States la tassazione sulle auto è diversa e che con cifre intorno ai 20.000 dollari ci si possono portare a casa versioni entry level di muscle car come la Mustang.

STRADA DIVERSA In ogni caso Fiat potrebbe avere in mano un'auto immagine per segnare l'alleanza commerciale e progettuale della nuova strategia tanto voluta da Sergio Marchionne. Indipendentemente dal prezzo, che ne determinerà o meno il successo insieme al fattore moda, la piccola di Casa sembra avere le carte in regola per ben figurare. Non solo per la simpatia dei suoi occhioni ma anche per le caratteristiche tecniche, il basso impatto ecologico. Chissà poi se mai arriverà anche il motore Twin Air, che con i suoi 0,9 litri di cilindrata capaci di muoverla in modo vispo, sembra pensato apposta per demolire l'amore tutto americano per i centimetri cubi. E riavvolgendo velocemente il nastro della storia viene in mente la Ritmo, che venne ribattezzata proprio "Strada", oltre che dotata di sgraziati paraurti, per una delle ultime esperienze Fiat oltreoceano. Pare che anche Obama ne avesse guidata una da ragazzo.


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