Autore:
Gilberto Milano

LO STILE DEL CUT Intanto l'acronimo: CUT sta per Crossover Utility Vehicle. E spiega perfettamente quello che la Soul, concept Kia appena presentata a Detroit, vuole essere. In sostanza una Suv compatta che fa della praticità, della versatilità e dell'abitabilità interna (intesa come spazio) la sua arma vincente. Non è una novità per il mercato Usa dove su strada già girano mezzi simili, tuttavia la proposta Kia si mette in evidenza per una attenzione particolare al design e alle misure, soprendentemente contenute.

SPAZIO AL CUBO La Soul, che nel nome gioca con il significato inglese di "anima" e il sound della capitale coreana Seoul, è infatti lunga poco più di una Kia Rio. Quattro metri e quattro centimetri in tutto. A vederla non si direbbe, e non si direbbe nemmeno che in così poco spazio i progettisti "americoreani" siano riusciti a ricavare un passo di ben 2,55 metri. Ma così è: misure che insieme agli 1,85 metri di larghezza e 1,62 di altezza danno un'idea concreta dello spazio disponibile a bordo.

PER MINI TRASLOCHI Un mezzo ideale per i giovani che praticano sport (questa la pensata per la clientela Usa, che l'ha ispirata) ma comodissimo anche per mamme taxi quando si muovono in città con la prole e per famiglie use ai mini traslochi città-campagna durante i fine settimana. Tanto spazio, utilizzabile facilmente grazie anche a una semplicità di accesso che solo le porte a finestra possono offrire e alla forma a cubo con pareti squadrate e senza ingombri che lasciano inscatolare di tutto.

TRASPARENZE VARIABILI La Soul aggiunge una linea massiccia che trasmette forza e sicurezza e che non disturba lo sguardo, tutt'altro: il look è sicuramente piacevole senza rinunciare a voler essere persino elegante. Il tetto inclinato porta vivacità al profilo muscoloso, accentuato da passaruota vigorosi, da cerchi da 20 pollici e da una sezione vetrata molto ridotta, come usa oggi. Interessante e sicuramente apprezzabile lo speciale tettuccio panoramico a trasparenza variabile. Nel senso che la sezione anteriore scorre all'indietro sovrapponendosi a quella posteriore in modo da liberare una fetta di cielo per chi apprezza i viaggi open air.

CONCEPT MA NON TROPPO In realtà la Soul non è proprio fresca di parto: è infatti la reinterpretazione di un'altra concept presentata lo scorso anno sempre a Detroit, ovvero della Mesa (vedi gallery) che a osservarla oggi sembra molto datata. Bene hanno fatto quindi i due team di stilisti Kia guidati da Tom Kearns, responsabile del design alla Kia Motors America (KMA), a volerla riproporre in chiave corretta e aggiornata. Anche se il risultato è ancora un po' troppo concept, senza però nemmeno essere così improponibile un domani su strada.

SPALLE ROBUSTE In particolare nella parte anteriore, dove il muso è caratterizzato dalla presenza di due enormi fari trapezioidali che sovrastano due altrettanto enormi prese d'aria necessarie a far respirare con tranquillità il quattro cilindri a benzina da due litri alloggiato subito dietro. Sempre davanti spiccano le spalle robuste dei due passaruota e la soluzione dello scudo protettivo anteriore in materiale nero opaco con funzione di paraurti, praticamente integrato con la carrozzeria e a sua volta cornice dei due fendinebbia.

PANNI SPORCHI In stile da combattimento stradale anche il posteriore, dove spicca un portellone all'apparenza massiccio ma che in realtà nasconde un compartimento capace di contenere eventuali indumenti e oggetti che non si vogliono portare nell'abitacolo. Il tutto incorniciato da due fari di foggia originale e da un lunotto che continua verso l'alto fino a collegarsi al tetto trasparente.

UNDER TRENTA Ma è all'interno che si nascondono le sorprese maggiori. Intanto si entra aprendo le portiere come si fa in casa con le finestre. La Soul si spalanca quasi completamente esibendo una facilità di accesso a prova di nonna. Una volta dentro però è tutta un'altra musica (letterale) con i nonni decisamente fuori luogo. Tra computer, hi-fi, intrattenimenti multimediali si direbbe un'auto pensata più per i giovanissimi che per papà, mamme e matusa vari. Il cruscotto, è "progettato intorno agli altoparlanti frontali, piuttosto che al resto" dichiara Kearns (immagini per ora non ne abbiamo) e a parte i nonni con problemi di udito sembra una dichiarazione di guerra per chi è nell'orbita degli "anta".

All'interno è un tripudio di altoparlanti posizionati in modo strategico per amplificare l'effetto discoteca, notebook con monitor multifunzionali, monitor per videogame con corrimano per passarseli tra chi sta dietro e chi viaggia davanti, illuminazione regolabile per cambiare atmosfera in funzione degli ospiti, e tecnologie Bluethoot, Mp3 e Wi-Fi per essere sempre collegati con l'universo. Chissà poi se il prezzo sarà accessibile a questa clientela. Ma questo è un altro problema. Dei papà naturalmente.


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