Autore:
Luca Pezzoni

MANIFESTO Una coupé di taglio svelto e sportivo. Con giochi e tagli di superficie algidi e perfetti come una tedesca. Con sapienti ispirazioni stilistiche all'insegna della libera creatività. Le Kia del futuro, almeno secondo le strategie definite e divulgate ad oggi, dovranno spostare in avanti il gioco. Senza perdere value for money e praticità, guadagnando emozione e divertimento. Per stimolare il piacere dell'automobilista evoluto i coreani hanno pensato alla Kee. Un manifesto che indica le linee guida di domani.

ICONA Ma non solo un esercizio di stile. Al momento non ci sono previsioni su eventuali passaggi produttivi, di certo le reazioni del pubblico verranno accuratamente monitorate. Anche Kia, come tutte le Case automobilistiche che si pongono grandi obiettivi, è alla "disperata ricerca di un'icona". Per alcuni basta guardare al passato e reinterpretare, vedi Fiat con la 500, ma anche chi non ha nobili tradizioni può costruire la propria simbologia. Con le idee e le persone giuste. Basti pensare a quanto ha fatto Audi con la prima TT: una svolta nella percezione del marchio.

PADRI E guarda caso, a supervisionare il nuovo corso stilistico Kia c'è Peter Schreyer. Uno dei padri della TT prima ondata. Quel che conta è che dietro le auto, il design, gli obiettivi, ci sono persone. Che pensano e progettano, traducendo il tutto in immagini e manufatti meccanici. E le idee come le strategie possono cambiare i connotati e la percezione di un marchio. Di qui le suggestioni stilistiche, di impostazione meccanica e dimensionale della Kee. Che sembra riecheggiare la coupé con gli anelli: il frontale e il taglio delle luci, le superfici levigate e ampie delle lamiere. Ma solo ad uno sguardo superficiale. In realtà la Kee è cosa altra, non mancano spunti stilistici innovativi e degni di attenzione.

ADDIO LOW COST A cominciare dall'abbandono di qualsiasi aria da vettura Low Cost. La mascherina, quasi una bocca aperta contornata dall'alluminio, riesce a donare grinta e personalità, senza incorrere in esagerate e oramai poco distintive aperture extralarge. Il parabrezza si inclina con grinta verso il tetto e qui troviamo una sorpresa:due insenature alle estremità, indice forse di leziosità ma anche di classe e ricerca.

BOMBATA Sensazioni di raffinatezza che proseguono nelle viste laterali. Accucciata sulle ruotone da venti pollici, il lancio in avanti viene da finestrini appuntiti in decollo vero l'alto. Con portiere che creano tagli nelle superfici in stile "prima era Bangle". E il B pillar in alluminio, nascosto dalla superficie vetrata continua e annerita che si rimpicciolisce, per poi riaprirsi a disegnare il lunotto. Il tetto a mo di coperchio rende levigato l'insieme muscoloso.

SUGGESTIONI CROMATICHE Le sorprese non sono finite. Il taglio del terzo volume, affettato come un salame lascia a gruppi ottici stilizzati e tuboni di scarico centrali il compito di definirne le masse. Con più di una suggestione legata a varie muscle car Anni 80 e berlinette sportive ante litteram. Anche la cromia scelta per la gallery fotografica, unareinterpretazione in taglio moderno e sgargiante delle tinte pastello del passato, contribuisce al risultato di rottura.

SOTTO IL MANTELLO Appurato l'interesse per il design d'autore, rimangono i contenuti. Quelli sotto il mantello di lamiera. Non ci sono certezze, al momento si potrebbe solo ipotizzare l'utilizzo di un pianale comune alla prossima Coupè della consorella Hyundai. Prima di storcere il naso meglio fare attenzione alle dichiarazioni della Casa madre, che parla comunque di trazione posteriore o volendo integrale, e di un 2.7 a benzina di nuova generazione con sei cilindri e 200 cavalli. Con cambio al volante. Quanto basta per tranquillizzare i cuori sportivi.

ASPETTARE IL PIANALE Nell'attesa che dal quartier generale in Corea trovino il coraggio di osare e il pianale adatto - per la cronaca la Kee misura 432 cm in lunghezza, 186 di larghezza e 132 d'altezza - non resta che far cadere l'occhio sugli interni. Anche se si tratta solo di una concept si respira un'aria non troppo lontana dagli sviluppi produttivi. Con alcune ricercatezze premium come il motivo stilistico che richiama la bocca metallica anteriore e i tubi si scarico. O il pulsante d'avviamento, nascosto sotto un cappuccio d'alluminio in mezzo al tunnel.

A PEZZI? Se rimarrà un esercizio di stile saremo costretti a rivederla, a pezzi, in molte Kia dei prossimi anni. Sarebbe un peccato. Ma se sbarcando sulle strade di tutti i giorni dovesse piacere tanto e avere successo commerciale, potrebbe trascinare verso l'alto tutta la gamma. Come tentano di fare molti costruttori generalisti, non ultima Renault con una Laguna coupé a dir poco piacente. A volte questi passaggi avvengono nello spazio di pochi anni. Sarà l'icona giusta?


TAGS: salone di francoforte 2007 kia kee