Autore:
Paolo Sardi

ODIO O AMORE Diciamolo subito: la Jeep Cherokee 2014 è una di quelle macchine che non lasciano indifferenti. O la si adora o la sua linea rimane terrbilmente indigesta: lo dicono i commenti alle prime foto (vedi correlate) e lo dice il tam-tam della rete, su entrambe le sponde dell'Oceano. Ora le discussioni non sembrano destinate a placarsi, perché a gettare benzina sul fuoco arriva, in corrispondenza della presentazione al Salone di New York, una bella infornata di foto, che mostrano la nuova nata sotto diverse angolazioni inedite, svelando anche il lato B.

TABULA RASA Anche quest'ultimo fa tabula rasa del family feeling tipico della Casa. A creare continuità con il passato resta giusto la mascherina a sette feritoie; il resto è un tripudio di forme moderne e più leziose che in passato, che, se da un lato aprono le braccia a nuove fasce di clientela, dall'altro fanno sollevare un sopracciglio a chi ha fatto dei fari tondi un oggetto di culto.

AVANTI TUTTA? A dare un'ulteriuore idea della svolta epocale segnata dalla Jeep Cherokee 2014 c'è anche il fatto che nella gamma saranno presenti anche versioni a trazione anteriore, mentre per quelle integrali sono previsti diversi livelli di complessità, a seconda della destinazione d'impiego. Si va da quella più semplice, che distribuisce la forza motrice in automatico, a quella che permette invece di bloccare anche il differenziale posteriore per superare i passaggi più difficili, con l'aiuto eventuale del riduttore. Anche in materia di allestimenti, sul mercato americano ce n'è uno - Trailhawk - pensato proprio per l'offroad, con paraurti più attillati per garantire migliori angoli d'attacco e di uscita, maggior altezza da terra e ganci in bella mostra, per i salvataggi in extemis. Sempre in ottica fuoristradistica, si segnala anhce la presenza di un pomello che permette di settare l'elettronica di bordo in base al fondo da affrontare (Auto, Snow, Sport, Sand/Mud). Quanto poi ai motori, per i clienti a stelle e strisce sono previsti per ora due motori a benzina, un quattro cilindri 2.4 da 184 cv e un 3.2 V6 Pentastar da 271 cv, con un'interessante primizia sul fronte trasmissione: un cambio automatico a nove rapporti. In Europa, invece, per farsì largo la parola d'ordine sarà la solita di sempre: turbodiesel.


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