Autore:
Paolo Sardi

CONTROCORRENTE Mentre da più parti i designer addolciscono le forme, secondo quella che pare essere la moda del momento, alla Jeep hanno deciso di andare controcorrente, come salmoni che risalgono un fiume. Per ristilizzare la Liberty, meglio nota dalle nostre parti con il nome di Cherokee, hanno adottato uno stile cruciverbone, tutto spigoli, neanche la linea fosse opera della matita di Bartezzaghi.

SEVEN Le differenze si notano soprattutto nel frontale. Il cofano ha ora un andamento più orizzontale e forma un angolo quasi retto con la mascherina. Ai lati scompaiono le due gobbette che davano continuità alla forma tondeggiante dei fari. Questi ultimi sono ora inseriti in pannelli di ampie dimensioni, ai lati della mascherina con le classicissimesette feritoie. A sottolineare il tutto c'è un paraurti prominente, che dà il la ai parafanghi più sporgenti e squadrati che mai.

GIRA LA RUOTA Se un simile frontale ricorda chiaramente la Commander, la coda è invece più simile a quella della Grand Cherokee, con luci rettangolari. Come tradizione vuole, le superfici vetrate sono molto ridotto con un parabrezza corto e verticale e piccoli finestrini quadratotti. La ruota di scorta scompare dal portellone posteriore, che non è più incernierato di lato, bensì in alto, come sulle normali station wagon e ha il lunotto apribile separatamente.

EREDITA' DI FAMIGLIA Neanche a dirlo, le linee tese e spigolose della carrozzeria si ritrovano anche nell'abitacolo, dove la plancia ha il caratteristico sviluppo verticale. L'impostazione è la stessa vista sulla Cherokee del 2002 e sulla "cugina", la Dodge Nitro. Rispetto a quest'ultima, spunta però una pratica maniglia che permette al passeggero di reggersi nei passaggi fuoristradistici più acrobatici.

FUORISTRADA DOC In fondo che la Cherokee abbia l'avventura nel sangue non è una novità e l'architettura del telaio - a sua volta simile a quello della Nitro ma con un passo leggermente più corto (269 cm contro 276) - è una conferma. Le sospensioni sono riviste e migliorate per un impiego stradale ma loschema a ponte rigido del retrotreno dice che per questo modello, più che di Suv, si deve parlare di fuoristrada vero e proprio. In ogni caso, gli ingegneri hanno incrementato la versatilità d'impiego, aumentando la capacità di carico e rendendo i sedili e l'abitacolo in genere più confortevoli.

NON SOLO PART-TIME In tema di trasmissione, sul mercato americano la Jeep offre due alternative. Da una parte il più semplice sistema Command-Trac, con trazione posteriore e quella integrale inseribile solo part-time; dall'altra il più evoluto Selec-Trac II, che permette in più l'eventuale impiego della trazione integrale anche full-time. A fare da comun denominatore c'è un motore a benzina V6 3.7 da 210 cv e 319 Nm, abbinabile a un cambio manuale a sei marce o a uno automatico a quattro rapporti.

E IL DIESEL? Per gli USA, dove la Cherokee - o Liberty che dir si voglia - debutterà verso fine estate, non è al momento previsto un motore turbodiesel. La sua presenza nella gamma europea è invece assolutamente scontata. E non serve la sfera di cristallo per ipotizzare che la scelta, alla fine, cadrà sul collaudato 2.8 CRD a quattro cilindri. Due gli allestimenti previsti, Sport e Limited, con di serie i controlli elettronici della stabilità e della trazione, il sistema antiribaltamento Electronic Roll Mitigation, i sensori pioggia e della pressione delle gomme e gli airbag a tendina.


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