TANTI AUGURI Anno ricco di anniversari questo 2010. Dopo le 100 candeline spente dall'Alfa Romeo e le 200 dalla Peugeot solo per fare gli ultimi nomi, tocca ora a Jaguar dare inizio ai festeggiamenti, scartando il regalo dei primi 75 anni di attività. E dopo tutto questo tempo, intriso di auto eleganti e sportive, non poteva che celebrare il traguardo con una supercar raffinata nelle linee e nella tecnologia, per ricordare le glorie passate e dare un assaggio delle Jaguar che verranno.

ISPIRAZIONE ALLARGATA Stando alle parole dei designer inglesi, le linee di questa C-X75 sono il frutto dell'ispirazione di alcuni precisi modelli, come la C-Type del 1950, la D-Type da corsa e, soprattutto, l'unico prototipo della XJ13 Le Mans del 1966. In effetti, confrontando le foto di allora con quelle di  questa nuova concept, si ritrovano gli stessi muscolosi passaruota, le stesse linee sinuose e quella coda appuntita che accomunava tutte le auto del Giaguaro. Più di tutte, però, questa C-X75 sembra rifarsi alla XJ220 dei primi Anni 90, riproponendo la stessa calandra allargata, le stesse prese d'aria sul cofano e lo stesso corpo vettura dalla coda interminabile.

AERODINAMICA ATTIVA Ma la concept inglese non è un semplice miscuglio di stilemi passati. Soprattutto nel posteriore si ritrovano soluzioni originali che molto probabilmente contageranno la Jaguar del domani, come i gruppi ottici sottili  che evidenziano lo spigolo della coda o i profili dietro i passaruota, affilati come lame. Questi si staccano dalla carrozzeria come per incorniciare lo scivolo aerodinamico e gli sfoghi dei propulsori, entrambi dotati di alette attive per aumentare l'efficacia del tunnel Venturi. Ma l'aerodinamica attiva non è limitata alla coda: per ridurre il più possibile l'attrito frontale, la calandra e le due prese laterali per il raffreddamento dei freni si aprono automaticamente solo quando necessario.

I MAGNIFICI QUATTRO Le soluzioni raffinate continuano nei motori, ben quattro quelli che muovono la C-X75. Ogni ruota incorpora un propulsore elettrico da 195 CV, per una potenza complessiva di 780 CV e una strepitosa coppia di 1600 Nm. Una soluzione che ha concesso una maggior libertà ai designer (non avendo il problema di collocare un unico grosso motore), portando inoltre benefici a livello di distribuzione delle masse e di comportamento stradale, grazie alla trazione integrale. Una potenza strabiliante e a impatto zero, almeno nei primi 110 chilometri garantiti dalla semplice ricarica casalinga. Esaurita l'autonomia, due micro turbine a gas (ognuna di 35 Kg di peso e 94 CV di potenza, ad un regime costante di 80.000 giri/minuto) provvedono  a ricaricare le batterie agli ioni di litio, così da rimandare la sosta di altri 790 chilometri (900km in tutto).

PRESTAZIONI DA URLO Una soluzione inusuale, quella delle turbine, che celebra una pietra miliare della tecnologia britannica e allo stesso tempo apre un nuovo spiraglio verso il futuro. Questa accoppiata vincente, unita all'ampio uso di alluminio per la riduzione dei pesi, le consente infatti di emettere solo 28 grammi di CO2 per chilometro e registrare al tempo stesso prestazioni da vera supercar. Bruciante lo scatto 0-100 km/h, coperto in 3.4 secondi, e ancora più sorprendente la ripresa 80-145 km/h in soli 2.3 secondi, che quasi fa passare in secondo piano i 330 km/h di velocità massima.

INTERNI AERONAUTICI Velocità quasi aeronautiche, come aeronautiche sembrano le sue linee e la strumentazione interna. I designer del Giaguaro hanno infatti creato dei controlli fortemente ispirati a quelli degli aerei da combattimento, integrando schermi TFT ad alta risoluzione e indicatori "fluttuanti", come quelli che mostrano lo stato ed il regime delle turbine. Ai tecnologici strumenti si affianca poi la delicatezza dei rivestimenti bianchi e marroni, per un'atmosfera resa ancora più suggestiva dalle luci azzurre sparse in tutto l'abitacolo.


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