Un po' SUV e un po' veicolo commerciale, con quella spruzzata di cultura giapponese e delirio architettonico prestato al mondo dell'auto. Si chiama Zen mica per niente: dentro, una volta fatti sparire i sedili della terza fila, eccoti una sala da tè nippo bella che pronta, con tanto di tatami per accogliere gli ospiti a gambe incrociate e un tetto trasparente per guardare le stelle.

Fuori regna il contrasto, con la superficie vetrata ad arco che fa a pugni con i pannelli posteriori verticali, alti e lisci, che infiocchettano dei gruppi ottici modello lampade al neon della mensa aziendale. La plancia ha ben poco degli elementi che di norma la rendono tale, somigliando molto più a una scrivania new age.


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