Autore:
Gilberto Milano

SINESTESIA INFINITI I profumi e gli odori possono decretare il successo nella vita e Infiniti, per celebrare se stessa, gioca con i nomi e con gli stili. Il ventesimo compleanno del marchio di lusso Nissan è stato festeggiato a Ginevra 2009: si chiama Essence e condensa tutta "l'arte del saper fare" Infiniti. Con un mix di tradizione e sguardo sul futuro: cofano lungo, trazione posteriore, linee estetiche vibranti e una cavalleria mista, che si abbevera di benzina ma anche di elettricità.

MARKETING Sullo sfondo, una tradizionale operazione di marketing: per nobilitare i marchi e tutta la gamma di prodotti servono le icone. Quelle che magari non vendi se non in serie limitata ma che fanno (tanta) immagine e diventano Muse ispiratrici. Come ha fato Alfa Romeo con 8C. Eccone una che pare scolpita dal pieno, basta guardarla per rimanere incantati da un equilibrio formale fatto di linee ben tornite, azzardi di linee coraggiose e omaggi all'immaginario sulla perfetta Gran Turismo contemporanea.

COCA COLA Il tutto condito con alcuni tratti tipici del marchio, magari non ancora conosciuti da tutti, come i gruppi ottici che sembrano tagliare le lamiere, la bocca animalesca all'anteriore protesa a succhiare l'asfalto, e ancora, gli archi della cupola abitativa, sempre schiacciati e ammiccanti al tono sportivo. Ad aumentare l'effetto luccichio ecco la cromia metallica, che fa sembrare la Essence appena uscita dagli effetti di modelling in 3d di un film di fantascienza.

OCCHI LATERALI Suggestioni e intuizioni avanguardiste si inseguono tra superfici scavate e improvvisamene acuminate. Mentre il muso allungato estremizza i concetti della portabandiera FX, con gli occhi a L spalmati sui lati che sembrano assicurare visione e controllo periferico, una lamiera piatta e scavata che si allarga al centro. Subito emergono i rigonfiamenti laterali dei passaruota, pensati per far posto alle maxiruote e che governano le proporzioni allungate all'anteriore e raccolte al posteriore.

COSTUMI ORIENTALI Neppure il tempo di abituarsi che l'occhio arriva sulla fiancata: lavorata, quasi tormentata della matite dei designer, fino a sorprendere per il contrasto tra le lamiere svasateche accompagnano la portiera e i tagli netti delle parti vetrate. Con il piccolo finestrino posteriore che chiede quasi scusa per la sua presenza. La coda presenta tratti laterali quasi da muscle car, con le ruote grandi e portate a ridosso del sedile del guidatore e uno sbalzo poco pronunciato.

LV Forme solo all'apparenza tradizionali: vista da dietro la Essence esibisce due unghiate rosse, i fari posteriori, che riprendono ed enfatizzano l'andamento del metallo. E un padiglione talmente estremo che sembra non decidersi a scendere: al posto del portellone che ci si aspetterebbe per via delle proporzioni da fastback si trova invece la bocca del bauletto, dove fanno capolino le valigie firmate in esclusiva e su misura da Luis Vuitton. Giochi di svasature aerodinamiche e bocche per gli scarichi squadrati fanno da contorno a un insieme che non può lasciare indifferenti. Per stessa ammissione di Casa Infiniti, guardando la Essence si possono indovinare i lineamenti dei prossimi modelli.

LEGNI DA SAMURAI Azzardi e contrasti esterni si ripetono all'interno, in un corpo abitativo che rimane sovrastato dalla vetrata continua e che parte dal parabrezza e termina in prossimità del bagagliaio, senza soluzione di continuità. Non mancano azzardi nei materiali, con legni ispirati alla tradizione dell'arredamento jap, e consuetudini tecnologiche come il cockpit fronte-guidatore che rispetta l'immaginario hi-tech da Samurai.

FINEZZE Altri azzardi di sapore tipicamente glamour sono l'alcantara dell'abitacolo e la pelle dei sedili, con cuciture sul lato destro e sinistro diverse tra loro, proprio come accade per i due lati del Kimono. Su tutto l'asimmetria della volumetria interna, con un posto guida avvolgente per il guidatore e votato all'ospitalità per i passeggeri. Si tratta pur sempre di una coupè lunga 4,7 metri.

TRADIZIONE GT Anche sotto il profilo meccanico ci sono commistioni tra ricette antiche, da GT d'elezione, con il motore anteriore e la trazione rigorosamente posteriore. Ma non mancano aperture alla contemporaneità motoristica: i cavalli sono 600, c'è un bel V6 da 3,7 litri biturbo, ma ci sono pure le batterie e un motore elettrico, il primo ibrido Infiniti. Anche questa una soluzione che potrebbe estendersi al resto della gamma.

V6 BITURBO Le due unità possono lavorare in modo parallelo e indipendente, regalando almeno nell'immaginario una doppia anima alla Essence: tranquilla e poco inquinante nell'ambito urbano, e tradizionalmente "a scoppio" quando si cercano le prestazioni. Nel dettaglio il V6 eroga 440 cavalli grazie anche al soffio delle turbine e all'iniezione diretta di benzina. Mentre il motore elettrico, denominato "3D rotor", arriva ad erogarne altri 160 ed è posizionato (ha la forma di un disco) tra motore tradizionale e trasmissione. Anche le batterie agli ioni di litio sono compattate nel cofano.

SCUDO PROTETTIVO In chiusura citiamo il tradizionale companatico di elettronica e bit applicati alla voce sicurezza.La Essence prevede sensori e sistemi di bordo per prevenire il cambio di corsia involontario, la collisione laterale o in retromarcia. Appositi sensori aiutano a mantenere il controllo e la distanza di sicurezza dai veicoli che la precedono, con diversi gradi di intervento fino ad attivare direttamente i freni. Non manca niente dunque, ma che posto occupa nel 2009 una supercar eletta a vetrina sul futuro di un marchio?

CUI PRODEST Sarebbe troppo facile rispondere "lo spazio del sogno" e dei fortunati che potranno permettersela. La Essence è l'autocelebrazione di un costruttore capace di entrare nell'olimpo del lussoe delle classifiche di soddisfazione del cliente nell'arco di soli vent'anni. Ma forse anche un manifesto pensato apposta per lo sbarco sul mercato europeo, che quasi parla per il Brand Infiniti "fin quando c'era da vendere negli USA e negli Emirati Arabi ci siamo limitati ai Suv e alle berline, ora vogliamo dimostrare di saper fare anche le vere Supercar". Chiamiamola una questione di credibilità e prendiamo nota, pochi anni fa in molti dubitavano anche di Lexus.

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