Autore:
Paolo Sardi

CENTRO DI GRAVITA’ Il lancio della nuova Infiniti Q50 rappresenta un momento chiave nella storia del marchio giapponese. Questo modello è chiamato a raccogliere l’eredità della G – poco conosciuta dalle nostre parti ma autentico best-seller ad altre latitudini, come per esempio negli States - e a diventare il nuovo centro di gravità della gamma su scala planetaria. A darle questa investitura è nientemeno che Andreas Sigl, Global Director di Infiniti Formula One, pronto ad aggiungere che attorno a lei si svilupperà, in una seconda fase, un’offensiva di prodotto più articolata, con un nuovo modello d’accesso al mondo Infiniti pensato per il pubblico più giovane e una nuova punta di diamante che farà portabandiera.

LA FAMIGLIA SI ALLARGA Lucidando la sfera di cristallo si può quindi dire che al prossimo Salone di Francoforte, con ogni probabilità, sarà esposta una versione quasi definitiva della compatta con cui infiniti debutterà nel segmento C premium e che sarà nelle concessionarie assieme al model year 2015. Bisognerà invece attendere più a lungo per vedere una Gran Turismo a marchio Infiniti, la macchina che capitalizzerà parte degli sforzi fatti dal marchio per affiancare il suo nome a Red Bull come title sponsor e technical partner nel Mondiale Formula 1. Il suo arrivo è ormai certo ma al momento è difficile ipotizzare quali potranno essere le sue caratteristiche.

FATTORE P Scheda tecnica a parte, questa macchina aiuterà a rafforzare l’immagine di performance brand di Infiniti, facendo sua, in secondo luogo, la precisione giapponese che gli ingegneri considerano il primo requisito di un prodotto top. Non le mancheranno poi la voglia di provocare e la passione, non solo per la guida ma anche in senso più lato, quattro parole che Sigl sottolinea iniziare con la lettera P e che rappresentano le pietre angolari di tutte le Infiniti del presente e del futuro.

UN NOME, UNA GARANZIA Un'altra cosa che non mancherà in tutti i modelli prossimi venturi sarà inoltre lo zampino di Sebastian Vettel, simbolicamente nominato Director of Performance di Infiniti e realmente impegnato come collaudatore part-time sui prototipi della Casa e nei test comparativi con le dirette concorrenti. Stando alle voci che circolano, il tre volte Campione del Mondo – preciso e sensibile com’è – pare dia davvero un apporto prezioso nello sviluppo e sembra sia molto esigente, visto che si sente responsabilizzato da questo ruolo e giustamente vuole che il suo nome sia abbinato solo a prodotti di livello, un po’ come avvenuto con la FX50 Vettel Edition.

GIOCO DI SQUADRA L’apporto di Vettel non è l’unico contributo che viene dal mondo della Formula1 alla Infiniti. Le due realtà si scambiano a volte i tecnici e informazioni sui processi, mentre il travaso di tecnologia dalle corse alla catena di montaggio riguarda soprattutto le conoscenze acquisite nell’uso dei materiali pregiati e nella gestione dell’energia nei sistemi ibridi. In cambio il team di Milton Keynes può sfruttare le esperienze della Casa madre alle spalle soprattutto in materia di problem solving.