Autore:
Luca Cereda

MAGMATICA Leggi “Icona Vulcano” e pensi subito alla pizza e al mandolino. Perché mai, allora, questa supercar così italica nel nome (e nel colore) avrebbe dovuto  proprio al salone di Shanghai?

DEI DUE MONDI Innazitutto perché la Cina è la nuova Mecca delle auto di lusso, ed il salone di Shanghai il palcoscenico ideale per i nuovi modelli a tanti zeri. Aggiungeteci, poi, che Icona è un’azienda dalle origini torinesi (ed è guidata da Teresio Gaudio, ex Bertone) ma con sede a Shanghai. E giocando in casa, ha calato l’asso.

CUORE ROSSO Disegnata dal francese Samuel Chuffart (Nissan, Jaguar, Bertone), Icona Vulcano è una one-off da produrre su ordinazione. Nello stile si rintracciano diverse influenze, attribuibili ad alcune delle più recenti (e meglio riuscite) supersportive. Impossibile, tuttavia, ignorare come nella Vulcano scorra un po’ di sangue Ferrari. Non solo per la scelta del colore rosso, né per qualche somiglianza con la F12berlinetta...

SI SDOPPIA Il principale comune denominatore tra la Vulcano e le Rosse risponde al nome di Claudio Lombardi, ex Lancia, Aprilia e - soprattutto – Ferrari. C’è lui a capo del team di ingegneri che ha previsto due differenti configurazioni della Vulcano: una con motore V6 biturbo affiancato da una coppia di motori elettrici (sulle ruote anteriori) per una  potenza di sistema di 870 cv; l’altra con un V12 e un motore elettrico per una potenza massima complessiva di 950 cv. Da scaricare, ovviamente, sulle ruote posteriori.

FUSELAGE La versione più potente promette prestazioni impressionanti: lo 0-100, dice Icona, si chiude in soli 2’’. Tornando allo stile invece, la Vulcano riprende il filo della Fuselage, elettrica sportiva presentata da Icona al Salone di Shanghai 2011.


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