Autore:
Davide Varenna

BELLEZZA ITALIANA Ad un anno dalla presentazione della spider ERA, l'I.DE.A Institute torna Ginevra con una nuova concept car, un omaggio alla femminilità italiana che parte proprio dal nome: "Sofia”. Umberto Palermo, il responsabile design che ci ha spiegato la sua nuova creazione non si sbilancia troppo su questo appellativo: "Il nostro non vuole essere un riferimento esclusivo alla celebre Sophia Loren, bensì alla femminilità in generale, che ho voluto ricreare in questa berlina donandole la stessa sinuosità e la stessa eleganza tipiche di una bella donna".

LA NUOVA ERA La piccola sportiva dell'anno scorso lascia dunque il posto ad un tipo di vettura tanto in voga negli ultimi anni: una lussuosa quattro posti che, pur sfoggiando una livrea di un rosso molto elegante, non nasconde la sua indole marcatamente sportiva. Lo stile non è però cambiato, proponendo gli stessi muscoli e la stessa coda sospesa che rendono immediato il collegamento con la ERA, senza nascondere il legame con il passato sottolineato anche da alcuni tratti fortemente classicheggianti.

FARI ECLISSATI "Leggiamo i tanti libri pubblicati e riscriviamo quello che già abbiamo”. Questa è l'idea di Palermo, che ha così pescato dal passato la lampada "Eclisse” di Vico Magistretti riproponendo nei gruppi ottici anteriori il concetto che l'ha resa famosa. Non più elettronica dunque, ma un semplice movimento meccanico di due palpebre flottanti, che vanno ad oscurare la doppia fila di LED non appena vengono spenti. Si rifà al passato anche la bella nervatura della fiancata che, disegnando una curva molto sinuosa, prende forma a livello del passaruota anteriore per poi concludersi a ridosso del montante C, raccordandosi con il profilo dei cristalli.

ILLUSIONISTA Sofia è una berlina lunga ben 510 cm, che riesce però ad apparire ben più corta grazie ad alcune soluzioni stilistiche: nella vista di tre quarti, ad esempio, gli sbalzi risultano ridottissimi, grazie alla marcata rastrematura della coda e del frontale. I grandi passaruota creano lo stesso effetto, spezzando lo sviluppo orizzontale senza però disturbare la fluidità della vista laterale. Dalla grande bocca anteriore, bassa a terra come in una vera sportiva, le linee si alzano fino alla coda, svuotata nella parte inferiore e raccolta tra i gruppi ottici per mantenere la leggerezza e la pulizia che domina tutta la vettura.

IBRIDO SI, IBRIDO NO Pulita fuori, con le maniglie delle portiere nascoste per non rovinare le superfici, e pulita dentro, con una meccanica pensata per poter adottare un sistema rispettoso dell'ambiente. In realtà la Sofia è stata pensata anche con il solo V8 a benzina disposto sotto al cofano anteriore ma, visti i tempi che corrono, non poteva mancare anche una versione ibrida, con i 100 CV del propulsore elettrico che vanno a sommarsi ai 400 generati dal motore termico.

OCCHIO AL FUTURO Concludiamo la nostra chiacchierata con il responsabile del design pensando già alla prossima nascitura di casa I.DE.A: dopo la spider e la berlina di impostazione classica cosa ci aspetterà al prossimo salone di Ginevra? "Ho già in mente quello che vorrei proporre tra un anno”, ci confida Palermo,”non voglio ancora abbandonare certe soluzioni classiche, ma aspettatevi comunque una vettura d'avanguardia!”



TAGS: concept car coupe salone di ginevra i.de.a sofia idea sofia sofia idea institute Speciale Salone di Ginevra 2010, l'elenco aggiornato