Autore:
Paolo Sardi

CROMA DOCET Una crossover tira l'altra. Neanche fossero le ciliegie, le auto un po' carne e un po' pesce, talvolta disegnate al grido di "La famo strana!", si moltiplicano sempre più ai Saloni, anticipando una tendenza che si sta comunque affermando pure sulle strade. Portabandiera del movimento è la nuova Croma, che a dispetto di un certo scetticismo iniziale, si sta ritagliando un discreto spazio dul mercato. Anche alla Hyundai stanno vagliando l'ipotesi di gettarsi nella mischia e, per studiare le reazioni del pubblico, a Ginevra hanno portato una concept di grande effetto, chiamata Genus.

ARTIGLI AFFILATI Rispetto ad altre proposte del genere, in Corea hanno voluto calcare per bene la mano sul taglio sportivo di questo prototipo. La linea è infatti estremamente filante, più da coupé che non da wagon. Le corrette proporzioni tra i volumi mascherano tra l'altro molto bene, almeno in foto, le dimensioni decisamente imponenti. La lunghezza è di ben 475 cm, mentre larghezza, altezza e passo misurano nell'ordine 187, 157 e 285 cm.

A BOCCA APERTA A dare dinamismo all'insieme provvedono numerosi elementi, a partire dall'ampia bocca esagonale che si spalanca nel muso. Alle spalle del cofano, il parabrezza è molto inclinato e pare fare tutt'uno con il tetto panoramico in cristallo. I fari sono bislughi e sembrano rimarcati con l'eyeliner. La loro forma viene replicata anche dalle luci di coda, alle quali sono uniti da una sorta di scalino che corre lungo tutta la fiancata. Al di sopra della linea di cintura obliqua colpisce l'assenza del montante centrale, che in effetti però c'è ma è celato dietro i vetri laterali.

TUTTO IN PUGNO Essendo questo prototipo una semplice show car, alla Hyundai si sono concessi il lusso di badare più alla scena che non alla sostanza al momento di disegnare l'abitacolo. Nonostante la carrozzeria taglia XL, l'interno è "solo" 2 + 2, dominato da una plancia estremamento pulita e lineare, con molti comandi azionabili tramite un manopolone sul genere di quelli adottati da BMW e Audi.

LA MECCANICA C'E' Sul fronte della capacità di carico, la Genus sfoggia una piccola piattaforma estraibile dal paraurti posteriore, buona per le biciclette come per altre attrezzature, sportive e non. Decisamente curioso è poi il seggiolino che può spuntare dal bagagliaio, studiato per appollaiarsi sotto il portellone bombato, magari con la canna da pesca in mano. D'altronde, la vocazione della Genus ad assecondare gli hobby più disparati è resa evidente anche dalla presenza della trazione integrale, abbinata a un motore 2.2 turbodiesel e a un cambio automatico a cinque marce. Se mai alla Hyundai dovessero decidere di produrre qualcosa simile alla Genus, la meccanica potrebbe essere confermata in toto.

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