Autore:
Luca Cereda

TRE TENORI Prendete tre ragazzi dal cervello fino, con fervida immaginazione e una mano creativa ed educata al disegno, che abbiano appena svestito toga e pileo e appeso in camera il tanto agognato papiro del College For Creative Studies di Detroit. Affiancategli un uomo di fiducia che dia loro le linee guida, giusto per assicurarsi che il prodotto si adatti al credo del marchio, senza che la sua presenza finisca però col soffocare l'estro degli adepti. Adesempio, un ex pilota di motocross rispondente al nome di Carl Zipfer, ora direttore del design GM.

MISSIONE COMPIUTA I tre novellini si danno da fare, tracciano schizzi, li cancellano, li migliorano confrontandosi l'un l'altro. Finché dalle bozze non nascono, nel giro di soli tre mesi, tre progetti da riporre direttamente sulla scrivania del numero due di General Motors, Bob Lutz, perchè ne scelga uno. E lui, insieme a Ed Welburn, fa come l'uomo del monte e dice: "sì, questo!". Così, il primo compitino di David Rojas, Young Min Kung e Robert Jablonski debutterà al salone nordamericano come concept con il nome di Hummer HX.

PASSO ACCORCIATO Se le direttive imponevano di farla "smaller" and "youthful", ci tocca fare i pignoli. I 205 (quasi 206) centimetri di larghezza segnano un +6 sul girovita dell'H3 (199 cm), con un passo accorciato di una ventina di centimetri abbondante (261 cm contro i 284 dell'H3). Invece, sembrano esserci tutte le carte in regola per far presa sui giovani, anche se per ora possiamo solo scrutarne le foto in posa come con le top model: il DNA hummer da caterpillar dell'offroad (la modalità quattro per quattro è full-time); un'estetica riveduta e corretta per comunicare maggiore compattezza e leggerezza; interni high-tech. Ma il pezzo forte resta la configurazione multipla che, grazie a un po' di bricolage, permette di passare da un SUV a un SUT restando sempre sullo stesso veicolo.

COSTRUISCI UN PICK UP Il segreto sta nei suoi pezzi rimovibili. Partendo dai due pannelli vetrati e speculari del tettuccio sovrastante gli occupanti anteriori, che, una volta rimossi, fanno sconfinare nell'ambiente esterno l'abitacolo. Dietro, si stacca via il pannello unico che fa da tetto e lunotto, i finestrini laterali, e, volendo, anche la struttura che li contiene, rigenerando l'Hummer in un pick up che farebbe invidia a Walker Texas Ranger.

SAVANA Volete più "safari"? Smontate di più. Via pure le portiere, una volta sbloccate le mollette di sicurezza all'altezza cerniera, e, perché no, i parafanghi montati con fissaggi a sganciamento rapido (opportunità da non sottovalutare nel caso in cui uno o più di questi si guastassero). Ed ecco l'HX nuda e cruda nella sua forma più essenziale, come un guerriero senza l'armatura.

SEGNI PARTICOLARI Un guerriero, però, resta sempre un guerriero e, seppur modificata in certi stilemi per stregare anche i più giovani, una volta rimessa la corazza l'Hummer rimarca la in ogni centimetro la sua intimidatrice solidità. Sulla scocca domina un color grigio sabbia, spezzato dal luccicante alluminio e dall' arancione di alcune componenti. L'unità posteriore del tetto, che scende sul retro con pendenze da coupé, la ingentilisce, abbandonando la soluzione più furgonata dei precedenti modelli. Ilfrontale è inconfondibile con quei fari HID rotondi inscatolati in un incavo quadrato, la griglia imponente e il parabrezza dal profilo verticale.

AEROSPAZIALE Per la realizzazione degli interni dicono dalla GM di essersi ispirati all'aeronautica, e per questo essersi serviti di materiali leggeri ma resistenti. In effetti i primi scatti lasciano intravedere una plancia abbastanza elaborata, costellata di indicatori e dispositivi di controllo. Stilisticamente parlando, ricorre il motivo del "cerchio tagliato in alto e in basso", nel disegno del volante e delle nicchie degli indicatori. Gli schermini sono tutti LCD, adibiti a multiple funzioni. Nello specchietto retrovisore è integrata una telecamerina che filma il percorso e le riprese possono essere visualizzate su uno dei display.

NO RADIO L'equipaggiamento offre di tutto, compresi vanetti dove riporre l'i-pod, il telefono e quant'altro, e i due sedili posteriori sono removibili se si vuole aumentare il carico. Da vera fuoristrada "dentro", si prende cura del suo utente pensando a tutti gli inconvenienti dell'offroad. E allora, a fianco di tanta tecnologia si trovano "rudimentali" attrezzi del mestiere come la torcia, la pala pieghevole e ilkit del pronto soccorso. Non c'è traccia, invece, di una convenzionale autoradio. Perché? Perché nel 2008 i giovani agganciano l'i-pod ad una porta USB e da lì ascoltano musica autoselezionata.

POWER Sotto, il bestione monta un motore E85 FlexFuel 3.6L SIDI V-6 a etanolo a sei marce, protetto da un rivestimento a mo'di armatura, baluardo contro sassi o altri inconvenienti del mestiere di offroad.Le sospensioni anteriori indipendenti hanno unabarra stabilizzatrice che può essere disattivata elettronicamente, consentendo maggiore libertà d'azione alle ruote sui dislivelli dei percorsi fuori strada. Nel caso improbabile si rimanga "impantanati", il rimedio è a portata di mano: dal paraurti anteriore e posteriore spuntano due ganci pronti a risolvere l'imbarazzo.


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