Autore:
Davide Varenna

MICA NOCCIOLINE Si chiama P-NUT l'ultima concept di casa Honda che in questi giorni fa bella mostra al Salone di Los Angeles. Una sigla che pronunciata in inglese significherebbe "nocciolina", ma che in realtà è stata pensata come acronimo di "Personal-Neo Urban Transport".

DOPPIO VOLTO Nonostante il suo chiodo fisso sia la città, P-NUT sfodera linee taglienti ed aggressive da coupè, con un muso appuntito che, a partire dal logo, genera un'esplosione di spigoli affilati che si propagano fino alla coda. Dove mostra l'altra faccia: come per magia si passa da una sottile punta ad un cubo largo e pesante, che improvvisamente pone fine al grande slancio iniziale.

TRE, NUMERO PERFETTO All'interno si ritrova l'impostazione a freccia che caratterizza il corpo della vettura, con il posto del guidatore in posizione centrale e due sedili alle sue spalle. Tre posti dunque che offrono grande visibilità e controllo al conducente, mentre permettono ai passeggeri seduti dietro di allungare la gamba esterna fino a lato del sedile anteriore. Una soluzione che pare essere perfetta, tanto da garantire a tutti gli occupanti la comodità tipica di una berlina di segmento superiore.

LA PRENDE LARGA I tre posti comodi si pagano un po' all'esterno: nel salto in lungo la piccola Honda raggiunge quasi la Aygo (fermandosi a 3.40m) per poi pagare caro nella larghezza, con ben 175 centimetri dichiarati. I parafanghi larghi e l'altezza ridotta del tetto (143 centimetri) collaborano con le linee delle lamiere per trasmettere un carattere aggressivo, non rinunciando neppure a due vistose prese d'aria che movimentano la piatta fiancata.

PERSONALITÁ DOPPIA Le linee nette del frontale, con le due luci che traslano verso il centro e si assottigliano come in uno sguardo arrabbiato, contrastano con la coda, caratterizzata da superfici morbide e dai gruppi ottici che ora invece si avvicinano al profilo esterno. A sottolineare lo stacco anche le finiture cromatiche, con il bianco lucido che davanti marca gli spigoli netti ed il blu opaco che smorza i riflessi nel posteriore e a livello del brancardo, conferendo maggiore morbidezza alle linee. Si delinea così un confine netto, che nel posteriore fa percepire la vettura più corta, mentre nella vista laterale snellisce la fiancata, molto alta per il profilo sottile dei cristalli.

TUTTO DIETRO Lo schema meccanico appare chiaro già ad un primo sguardo: il frontale trasparente fa vedere fin da subito che il motore lì non c'è, e tantomeno ci sono gli ormai noti propulsori elettrici disposti all'interno delle ruote. P-NUT è infatti una "tutto dietro", con motore e trazione che si rifanno alle sportive estreme. La soluzione, però, è dovuta per lo più a ragioni di spazio, molto abbondante nella parte posteriore della vettura. Sotto il generoso vano bagagli si potrebbe infatti alloggiare sia un propulsore a combustione interna, sia un accoppiamento ibrido elettrico - benzina, sia un motore totalmente elettrico con il relativo pacco di batterie.

IN CERCA DI EREDI Difficile ipotizzare un futuro per questa concept: l'impostazione a soli tre posti non corrisponde infatti ad una sostanziale riduzione degli ingombri esterni, così da rendere del tutto inutile la perdita di un sedile. Una scelta particolare forse dettata dalla voglia di stupire anche a livello estetico, con proporzioni che appaiono del tutto nuove. Un'esagerazione che conferma però le tendenze stilistiche già viste su altre recenti concept della Casa, come la coda tronca e il muso raccolto dell'ultima ibrida RC-Z, che avranno sicure ripercussioni sui futuri modelli destinati al mercato.


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