Autore:
Luca Cereda

A VOLTE RITORNANO Nome vecchio, progetto nuovo. La crossover di Honda torna in Europa rispolverando il glorioso nome anni Novanta, HR-V appunto, per un’auto tutta nuova, che arriva in quel di Parigi di sottecchi (quel “Prototype” scritto sulla carta d’identità lascia ancora un velo di indeterminatezza di fronte a un’auto apparentemente fatta e finita) ma che si appresta ad entrare in un segmento importante: quello delle crossover/suv compatte.

FU VEZEL Nome glorioso perché, seppur di HR-V non erano certo ricolme le strade, la prima, vera Honda HR-V aveva incontrato la stima degli addetti ai lavori e l'apprezzamento da chi l’ha posseduta (leggi, a tal proposito, la correlata “10 auto fuori dal tempo”). Da vera antesignana delle moderne crossover, anticipava di un pezzo la moda dell’auto tuttofare. Ora, la HR-V Prototype va  invece ad inserirsi in un segmento saturo e difficile. Con un prodotto che, non serve un fisionomista per notarlo, altro non pare se non una versione adattata al palato europeo della Honda Vezel (vedi correlate).

PAROLA D’ORDINE: VERSATILITA’ Aspettiamo il Salone per scoprire nel dettaglio come sarà la nuova HR-V europea, che avrà i Magic Seats e, anche grazie alla scelta di montare il serbatoio in posizione centrale sotto il pianale, farà della versatilità i suoi cavalli di battaglia. Ancora ignota la gamma motori, ma vien facile puntare a colpo sicuro sul nuovo 1.6 a gasolio da 120 cv.


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