Autore:
Luca Pezzoni

AUTO PARLANTI Correvano gli Anni 80 quando la serie televisiva Supercar provò a sdoganare le auto parlanti. Qualcuno, come Renault in alcune sue ammiraglie, provò a trasferire anche il concetto nella realtà, ma i clienti dimostravano di non apprezzare. Tra voci sintetiche e poche parole neppure troppo utili, tutto passò velocemente nel dimenticatoio. Fino a oggi: Ford e Google stanno infatti lavorando ad un futuro di parole utili. Dove l’auto non solo terrà compagnia ma diventerà addirittura un moderno consigliori.

HAL 2011 Così in futuro potrebbe capitare di sentirsi chiedere dal computer di bordo “anche oggi vai al lavoro?”. E solo dopo aver ottenuto risposta affermativa o negativa, il cervellone provvederà a cercare il percorso migliore in base alle condizioni del traffico, ottimizzando motore, elettronica e durata della batteria per ridurre i consumi. Scenario possibile unendo i software “predittivi” di Google, in grado di analizzare e prevedere i comportamenti del guidatore, l’immancabile GPS e la tecnologia di auto elettriche e sempre più ricche di computer e processori. Ecco i contorni di un progetto che coinvolge due pesi massimi dell’informatica e dei motori.

INTEGRAZIONE Non si tratta di una rivoluzione epocale ma a ben vedere di una semplice estensione di tecnologie e concetti in parte già esistenti. Anche se in forma e modi diversi le auto sono già online, così come molti servizi. Basti pensare a quelli di segnalazione in tempo reale del traffico sul GPS, o gli stessi offerti da Ford con il suo Sync sotto il profilo multimediale (ma ci sono anche di altre Case, vedi l’Ecodrive di Fiat) per “consigliare” il guidatore invitandolo ad una guida ecologica. Chi utilizza i servizi di Google o usa tablet o smartphone Android può capire bene: sono le API (application program interface), in poche parole software predittivi elaborati dal colosso di Mountain View, che aiutano a memorizzare, comprendere e prevedere le abitudini di chi guida generando delle ipotesi di percorso. Fino ad ora tutte applicazioni o servizi stand alone mentre Google e Ford stanno lavorando ad un’integrazione di software e servizi con l’elettronica di bordo. Che, fattore importante, a sua volta inciderà sulla gestione della meccanica e delle regolazioni del motore necessarie di volta in volta.

GHE PENSI MI Non solo quindi le richieste al veicolo per il tragitto per luoghi, oppure percorsi preferiti o ricerche ottimizzate di locali nelle prossimità, operazioni ormai note, ma un’integrazione completa con l’elettronica di bordo, arrivando fino alla gestione del motore o della riserva di energia elettrica per le auto ibride. Il sistema al quale stanno lavorando i tecnici dell’ovale blu, sarebbe in grado di capire da solo se e quanta energia allocare nella batteria lungo il percorso per poi, ad esempio, attraversare in modalità “zero emission” un centro città precluso per il motore a scoppio. Memorizzare, storicizzare e provare a prevedere i desideri e le abitudini del guidatore, analizzandone anche lo stile di guida, rappresenta il “core” del progetto, ma non sono da trascurare i servizi accessori.

NUOVOLACENTRICA Dopo aver pensato alle “cose importanti”, il computer di bordo potrebbe informare oppure offrire servizi (pubblicità compresa...) tenendo presente abitudini, gusti, orari e percorso. Uno scenario di dialogo continuo e che sottintende una mole impressionante di dati da trattare, memorizzare e trasmettere alla bisogna dall’auto al cervellone centrale e viceversa. Ovvio quindi che si diano per scontate “auto connesse” ma non solo. Al centro di tutto c’è la “nuvola”, uno dei nuovi totem del mondo informatico e dell’entertainment prossimo venturo. Anche l’auto tramite i suoi sensori e sistemi elettronici inizierà quindi a dialogare e scambiare informazioni con le nuvole di dati online e, nel caso specifico, con le API di Google.

POPSTAR Inutile dire che questo concetto di cloud computing allargato alle auto potrebbe cambiare a breve anche altre abitudini, come quelle musicali ad esempio. E vengono in mente Google Music, Amazon Cloud Player o iCloud, lanciato recentemente da Steve Jobs. Così come i caricatori di CD sembrano preistoria, anche gli hard disk e le prese media potrebbero presto essere superate dagli eventi. Lo streaming di musica online dalla nuvola sarà un altro campo di battaglia foriero di applicazioni automotive. Probabilmente ci saranno a breve esempi di integrazione con hi-fi e sistemi di bordo anche in questo settore. Stesso discorso per lo scaricamento di mappe o punti di interesse con i quali integrare il funzionamento del GPS di bordo. Unico fattore di incertezza il tempo necessario a questa integrazione sempre più spinta di Internet, auto e software. Ma la sostanza non cambia.

SICURO FUTURO? Così come smartphone, computer e tablet sono sempre più compagni di viaggio dell’uomo, lo stesso sta accadendo per auto e Rete. Come dicono alcuni esperti, le auto saranno sempre più immerse e collegate al mondo che le circonda, social network, ricerche e consigli per un guidatore sempre più connesso e sempre meno abituato a fare da solo. Tutto bene ma la sicurezza e la protezione dei dati, che comprenderanno fra l’altro abitudini, orari, localizzazione e altro ancora sarà un aspetto da curare con attenzione. I recenti casi di violazione di grandi database, vedi il caso Playstation, oppure l’utilizzo controverso da parte chi lo detiene, vedi i dati degli utilizzatori di Tom Tom venduti alla Polizia per posizionare gli autovelox, insegnano.

FORD LO SA Non a caso Ford mette le mani avanti e nella nota stampa ufficiale sottolinea gli sforzi per curare questo aspetto nel migliore dei modi. E non sarebbe male anche concordare in modo chiaro con il cliente i termini e le condizioni per l’utilizzo dei dati: le case si troveranno a disporre di un immenso database di collaudatori sul campo. In un certo senso gratis. E diventerà possibile studiarne abitudini e preferenze per sviluppare le auto delle prossime generazioni. Dati preziosi anche per inserzionisti e aziende che potranno profilare il cliente sapendo anche dove si ferma a bere il cappuccino e quanto tempo ci mette.


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