Autore:
Luca Cereda

C’E’ SEMPRE UNA PRIMA VOLTA E venne anche il giorno della prima auto elettrica cinese. Anzi, per esattezza, cinoamericana. Questa Springo EV è infatti frutto di una stretta di mano tra il colosso yankee GM - o meglio la sua filiale di Shanghai, dove la Springo EV è stata sviluppata- e la PATAC. Lettori romagnoli o giù di lì, state  tranquilli: PATAC è solo l’acronimo di Pan Asia Technical Automotive Center…

L’IDEA GM vuole ampliare il proprio range di prodotti “verdi”, ibridi o elettrici che siano, e la Cina, ora sempre più, è il mercato mondiale più grosso: fate voi uno più uno più uno e capirete il perché di questa Springo; che, tra l’altro, è più conveniente produrre “in loco” per ovviare ai dazi imposti sulle importazioni.

HA I NUMERI Spinta da un motore elettrico a magnete permanente da 115 cv e 510 Nm di coppia, la GM Springo EV accelera da 0-100 in poco più di 10 secondi e vanta un’autonomia di 130 km attraverso differenti condizioni di guida; ma se si viaggia a una velocità costante di 60 km/h, il chilometraggio sale fino a 200 con una sola ricarica. Ricarica che, attraverso una presa da 220V, richiede sette ore. La ricarica della batteria può essere monitorata anche da remoto, via smartphone ovviamente, tramite un’apposita applicazione.

ECO E… SOSTENIBILE La Springo EV non è una concept, è già in produzione. Limitata per ora alla Cina, si vende a un prezzo di 258.000 Yuan, pari a circa 32.000 euro. In Cina sono però previsti incentivi per chi la acquisterà di 60.000 Yuan (quasi 7.500 euro) da parte del governo nazionale e di 40.000 Yuan (circa 5.000 euro) da parte dell’amministrazione di Shanghai, cosicché il prezzo reale della Springo EV scende a circa 20.000. Una cifra decisamente più… sostenibile.