Autore:
Luca Cereda

COLPO IN CANNA A qualcuno piace corta, anzi a molti, ed eccoti la Ford B-Max, versione ristretta della monovolume dell’Ovale, la Ford C-Max. Per ora è solo una concept, ma il suo futuro in catena di montaggio è già scritto dalle richieste del mercato e da questo prototipo che, due anni dopo la Iosis Max, prefigura un’auto vicina alla forma definitiva. Che così configurata porterebbe a termine la “missione-impossibile” di eliminare il montante B dal progetto di una monovolume, consentendo alla B-Max di facilitare ulteriormente entrata e uscita dai sedili posteriori.

BYE-BYE B(ABY)Siamo vicini alla soluzione” dichiara Martin Smith, Direttore Esecutivo della divisione Design per Ford Europa, ribadendo che l’eliminazione del montante B sulla versione di serie non andrà ad inficiare sulla sicurezza del mezzo in caso di impatto laterale (grazie a portiere rinforzate in acciaio e speciali dispositivi di blocco di sicurezza). In compenso la futura monovolume corta americana ne guadagnerà in termini di praticità grazie anche all’utilizzo di porte posteriori scorrevoli. L’abitacolo, largo un metro e mezzo, è sormontato da un tetto (panoramico nella versione esposta a Ginevra) posto a un’altezza superiore di 11 cm rispetto a quello della Fiesta.

MENO TRENTADUE Tutto ciò nonostante la B-Max sia costruita sulla piattaforma globale “B” del gruppo americano. Rispetto alla sorella maggiore, questa concept fa registrare un -32 cm alla prova della bindella (restando lunga poco più di 4 metri) ma riesce comunque a ospitare carichi lunghi oltre i 230 centimetri, sfruttando anche il divanetto ribaltabile e frazionabile 60-40. In posizione di guida, invece, i comandi sono tutti raggruppati ai piedi del monitor touchscreen da 6 pollici che permette di interagire con il sistema di infotainment Ford HMI.

QUASI FINITA Stilisticamente la B-Max si rivela una ulteriore evoluzione, più vicina alla veste definitiva, della concept Iosis Max presentata al salone di Ginevra 2009. Le forme a cuneo ricordano la Fiesta, i tratti, più in generale, sono quelli tipici del kinetic design, con una griglia esagonale più azzardata rispetto alla C-Max, prese d’aria più sportive e una forte nervatura che attraversa la fiancata.

PICCOLO CUORE La B-Max esposta a Ginevra monta un motore EcoBoost 3 cilindri a benzina di soli 1.000 cc di cubatura dotato di sistema Start&Stop. Il piccolo di casa Ford – ancora in fase di sviluppo - può contare su un sistema di iniezione diretta, turbocompressore e doppi alberi a camme indipendenti a fasatura variabile per abbattere i consumi di carburante e le emissioni di CO2. In abbinamento ha ricevuto un cambio automatico a doppia frizione Ford Powershift da 6 rapporti.


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