Autore:
Luca Cereda

IL SALONE AI RAGGI X Per chi è stato al Salone Ginevra, la Edag Light Cocoon – alla lettera “bozzolo leggero” – era quella sportivetta che pareva finita nelle grinfie di un radiologo. Questo perché, a intermittenza, si illuminava mettendo in mostra il suo scheletro: un telaio reticolare realizzato, udite udite, con la stampante 3D.

COPERTA DI LINO E questa è una. L’altra stranezza della Edag, praticamente impossibile da ignorare passeggiando nel padiglione 7, sta nella scocca (parolone): il “ligt cocoon”, per dirla alla Edag maniera. Un involucro di materiale tessile impermeabile (se siete in vena di googolate buttate nel motore di ricerca “Texapore Softshell”) che pesa solo 19 grammi al metro quadrato. A completare il quadro di questa dueposti si inseriscono poi porte in vetro, fanaleria avveniristica e un tetto panoramico solidale a parabrezza e lunotto. Della serie, vietato essere banali.

GREEN POWER Stampa 3D più wrapping ecologico: qual è il messaggio di Edag? Semplicemente che, anche nel costruire macchine, volendo si possono ottimizzare le risorse. La stampa 3D, in questo senso, è una garanzia, perché non chiede nulla più di quanto è strettamente necessario per ottenere la forma richiesta; il wrapping ultraleggero, dal canto suo, appaga l’estetica ridimensionando l’impatto sull’ambiente. Sarebbe lecito pretendere lumi su argomenti come resistenza e sicurezza, ma siamo ancora in piena sperimentazione, e per ora va bene così. Anzi, un plauso a quelli di Edag: creativi, innovatori.
P.S: l’avreste mai detto che sono tedeschi?


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