Autore:
Luca Cereda

EVASIONI E se Apple si mettesse a fare auto, cosa succederebbere? Avrebbero lo stesso successo che hanno avuto l’iPhone e l’iPod? Ma, soprtattutto, come ve lo immaginereste l’iPhone - o il Mac se preferite - a quattro ruote? Si tratta di provare capire, in sostanza, in che modo il loro valore innovativo e loro cifra stilistica potrebbe essere tradotta nel mondo dell’automotive...

VISIONARIO Prima di voi, e di noi, lo ha fatto Shane Baxley, uno al quale di certo talento e fantasia non mancano. Per lui parlano una laurea in Transportation Design conseguita all’Arte Center College of Design di Pasadina e, soprattutto, questi bozzetti. Bozzetti dove, appunto, immagina la Apple come futuro provider di un servizio di car-sharing, chiamato iGo, offerto tramite una propria flotta di mezzi di trasporto che, in taluni casi, con l’auto tradizionale hanno ben poco a che fare.   

LA GAMMA Si chiamano iMe, iWe e iUs, le auto griffate Apple secondo Baxley: un genere che definire di rottura è dire poco. Trattasi di auto a noleggio e, dunque, cucita su esigenze specifiche; la iMe, ad esempio, è una monovolume ipercompatta fatta per una sola persona, fatta apposta per non ingolfare il traffico inutilmente e con un’autonomia (56 km) tarata sulle brevi percorrenze. La iWe, invece, pensa alle famiglie e alle loro vacanze: dentro c’è spazio almeno per quattro e con un ciclo di carica si possono fare più di 480 km. In questo caso, però, si richiede la sottoscrizione di un noleggio a lungo termine, di almeno 6 mesi.

DUETTO E la via intermedia? Non manca, tranquilli. Si chiama  iUs, una versione sportiva della iWe, ed è l’auto perfetta per un appuntamento galante, merito di uno schema adue posti molto intimo. L’autonomia dichiarata, infatti, è quella che basta per una piccola fuga romantica: circa 321 km?

TECH Se il design lo potete giudicare dalle immagini, le auto di iGo meritano attenzione anche per le loro tecnologie: tutte rigorosamnete eco-friendly e basate sulla comunicazione car-to-car, tali da non richiedere, in alcuni casi, la presenza di un pilota, e capaci di organizzare queste auto nel traffico in piccoli trenini per migliorare il flusso. Il tutto grazie a quello che Baxley chiama Aplle’s Cloud Network. E poi ciascuna ha le sue caratteristiche; la iMe, ad esempio, si ricarica wireless durante i suoi tragitti urbani passando per apposite postazioni; quanto alla iWe, è un veicolo omnidirezionale e per questo ha il frontale identico al posteriore. Per lei è previsto un pacchetto batterie agli ioni di litio fornito dalla Tesla e un motore elettrico che le garantisce un’accelerazione 0-100 da 5 secondi netti.


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