Autore:
Paolo Sardi

FIOCCO ROSA Alla Dodge stravolgono le leggi della natura: dalle loro parti capita che nasca prima la sorella minore e poi quella maggiore. Sotto i riflettori del Salone di Francoforte sfilerà infatti una nuova crossover chiamata Journey e che può essere considerata una sorta di Caliber ipervitaminizzata. Le dimensioni crescono ma il genere è quello.

FUORI DAGLI SCHEMI La Journey è una crossover nel senso più puro del termine. In altre parole, bravo a chi riesce a inquadrarla negli schemi classici. Potrebbe essere una monovolume, se non fosse per il cofano, che si staglia in modo così deciso dal parabrezza. Oppure una semplice station wagon, ma l'altezza da terra fa propendere più per l'ipotesi fuoristrada. Peccato però che nessuno pensi di portare una versione integrale in Europa...

IL SANGUE NON E' ACQUA Insomma, si rischia di non venirne più fuori. Meglio lasciar perdere le classificazioni e dedicarsi alla Journey. Questa nuova Dodge è lunga 489 cm, mica pochi, è larga 183 e alta 177 cm o 170 a seconda che monti o meno le barre al tetto. Il pianale su cui è sviluppata è lo stesso della berlina Avenger, stiracchiato un po' fino a portare il passo a 289 cm. Che il ceppo etnico sia quello, però, non serve sentirlo dai tecnici. Basta uno sguardo alla calandra crociata, aipassaruota carnosi come salvagenti e alle linee tese della carrozzeria per capire che il sangue che scorre nelle vene della Journey non è acqua.

ABRACADABRA Se la carrozzeria è personale, l'abitacolo non è certo da meno, e non solo per il fatto che la plancia pare opera della stessa mano, con un taglio pulito e squadrato. Disponibile tanto a cinque posti quanto a sette, grazie a un'eventuale coppia di sedili supplementari in terza fila, la Journey fa della praticità e della versatilità d'impiego il suo fiore all'occhiello. I sedili posteriori scorrono in avanti e indietro di 12 cm, possono avere i seggiolini per bambini integrati e hanno ai loro piedi ampi gavoni in cui si può stivare di tutto. Inoltre sono pronti a farsi da parte per facilitare l'accesso alla terza fila e si ripiegano allineandosi perfettamente al piano di carico se c'è da fare un trasporto eccezionale. Un ulteriore vano è ricavato anche sotto il sedile del passeggero anteriore.

SU MISURA Per rendere più comoda l'esistenza dei passeggeri, inoltre, le porte posteriori si spalancano ad angolo retto e i sedili sono disposti a mo' di gradinata dello stadio, con la seconda e la terza fila più alte, in posizione panoramica. Anche la dotazione di accessori dà il suo bravo contributo alla qualità della vita a bordo. Livelli di allestimento e rispettive dotazioni sono ancora da definire per il mercato italiano ma già si parla della presenza di optional qualificanti. Esempi sono la telecamera posteriore di assistenza al parcheggio, il navigatore con schermo da 7 pollici, il sistema d'intrattenimento con lettore DVD e schermo per i passeggeri posteriori e i sedili rivestiti in pelle e riscaldabili. Certa è invece sin d'ora la presenza di serie su tutte le versioni del controllo elettronico della stabilità ESP.

DIESEL UBER ALLES Quanto invece ai motori, la gamma Journey avrà come assoluto protagonista in Europa il due litri turbodiesel di origine Volkswagen da 140 cv, che sarà ordinabile con cambi a sei marce, manuale oppure automatico. A fare da comparse nelle classifiche di vendita ci saranno probabilmente anche motori a benzina, un 2.400 da 173 cv e un 2.700 Flexible Fuel, capace di funzionare anche con miscela E 85, con l'85% di etanolo e il 15 di benzina. A fare da comune denominatore a tutte le motorizzazioni sarà la trazione anteriore. Quella integrale è infatti prevista dalla Dodge solo in abbinamento al motore 3.5 V6 che la Dodge pensa di lanciare solo negli Stati Uniti e in Canada.


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