Autore:
Paolo Sardi

OMONIMIA Il nome Hornet è molto familiare per i motociclisti ma potrebbe diventarlo anche per gli appassionati di quattro ruote. L'appellativo "insetto" (questa la traduzione dall'inglese di hornet) non identifica infatti più solo la naked che guida le classifiche di vendita della Honda. La Dodge lo ha scelto anche per una concept che farà il suo debutto al Salone di Ginevra e che, leggendo tra le righe della cartella stampa, potrebbe essere ben più di una semplice esercitazione di stile.

CHE CUBO! D'altronde è ormai chiaro che la Dodge stia per sbarcare in forze in Europa e la Hornet pare tagliata su misura per il Vecchio Continente. Lunga 385 cm, larga 193 e alta 156, ha dimensioni che la collocano di diritto nel segmento B, anche se versatilità e prestazioni sono più da categoria superiore. Questa Dodge non è facile da inquadrare neppure dal punto di vista estetico. La sua forma, ispirata al mondo dei rally (e per certi versi simile anche a quella della Suzuki Concept-S del 2002) è quasi cubica, con il padiglione che non vuol saperne di spiovere e resta dritto in orizzontale fino a fare quasi angolo retto con il portellone.

PANCIA A TERRA Piantata sui cerchi da 19" coperti a malapena dai carnosi archi passaruota e da parafanghi ben marcati, la Hornet sprizza grinta da tutti i pori e pare incollata al terreno. Il merito va solo in minima parte alla colorazione con due strisce longitudinali in stile Viper. A fare la differenza sono mille particolari sparsi qua e là lungo tutta la carrozzeria. In coda, per esempio, lo sguardo rimbalza dallo spoiler sopra il lunotto ai terminali di scarico, passando per le piccole feritoie sul montante e per le luci a Led. Non meno spettacolari sono gli specchi retrovisori, che incorporano fari supplementari e indicatori di direzione laterali. Nel frontale tengono invece banco la mascherina crociata, il paraurti sporgente, la piccola presa d'aria sul cofano e quella inferiore, che lascia in bella vista l'intercooler.

TANA PER IL TURBO! La sua presenza fa sorgere il sospetto che sotto il cofano ci sia un motore sovralimentato. Si tratta infatti di un quattro cilindri turbo 1.6 a 16 valvole che eroga 170 cv e ha una coppia massima di 224 Nm. Abbinato a un cambio manuale a sei marce che trasmette poi il moto alle ruote anteriori, questo motore spinge la Hornet fino a 209 km/h e la fa schizzare da 0 a 100 in soli 6,7 secondi.

TRASFORMISTA Al di là dell'indole sportiva, la Hornet sfoggia un abitacolo molto versatile e funzionale, cui si accede attraverso porte che si aprono ad armadio, senza il montante centrale. Il divano posteriore, in particolare, ha doti da trasformista degne di Arturo Brachetti. Volendo, si può ribaltare in avanti insieme al sedile del passeggero anteriore per creare una superficie di carico perfettamente piatta. Se invece si deve trasportare qualcosa di particolarmente alto, si può ripiegare all'indietro e addossare al portellone, lasciando molto spazio in verticale a ridosso dei sedili anteriori.

PRONTA A TUTTO Ce n'è abbastanza per dare per scontata la possibilità di far scorrere il divano stesso anche avanti o indietro, in questo caso di 225 mm. La Hornet non è comunque buona solo per i trasporti eccezionali: i progettisti l'hanno preparata a fronteggiare ogni evenienza, equipaggiandola tra le altre cose di un vano refrigerato, di un tavolino estraibile e di un kit di pronto soccorso.


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