Autore:
Paolo Sardi

DOWNSIZING In epoca di crisi e di downsizing anche le muscle car devono talvolta darsi una regolata e provare a fare la voce grossa senza montare motori monstre. Un esempio di questo approccio viene dalla nuova Dodge Challenger Rallye Redline, versione messa giù da guerra della più sobria SXT Plus, che sotto il cofano non monta un classico V8 ma un più sobrio V6 3.6 Pentastar, accreditato comunque di 309 cv onestissimi cavalli e di 363 Nm di coppia. Si tratta pur sempre di una bella potenza e per regalare un po’ di sprint in più i tecnici americani hanno deciso di accorciare il rapporto al ponte, mentre a completare il reparto trasmissione c’è un cambio automatico a cinque marce con funzione sequenziale e levette al volante.

LA SOTTILE LINEA ROSSA Con la Dodge Challenger Rallye Redline, oltre al piede destro, anche l’occhio ha la sua parte. Tenendo fede al nome, l’estetica ha proprio un fil rouge a movimentare la carrozzeria che può essere ordinata in quattro tinte: Bright Silver Metallic, Tungsten Metallic, Bright White e Pitch Black. In quest’ultimo colore sono sempre verniciati i cerchi da 20” con canale da 8” e pneumatici 245/45 e a loro volta con parti rosse. Alle spalle delle razze si notano dischi maggiorati da 320 mm.

FA LA DURA Anche l’assetto della Dodge Challenger Rallye Redline è rivisto per esaltare la sportività e il piacere di guida. Le barre antirollio sono sottoposte a una cura ricostituente e gli ammortizzatori hanno una taratura più rigida rispetto alla versione d’origine, quelli posteriori del 22% e quelli anteriori addirittura del 42%. Pure lo sterzo è modificato, più diretto e pesante. Quanto alla dotazione di serie, la Dodge Challenger Rallye Redline monta standard, tra le altre cose, sedili riscaldabili e rivestiti in pelle (grigia o rossa), cruise control, controllo elettronico della stabilità, stereo con kit vivavoce e climatizzatore automatico. Il tutto per 28.745 dollari, pari a circa 21.500 euro.