Autore:
Luca Pezzoni

ANNI 70 Non era certo un segreto. Le voci sui siti specializzati e le ammissioni a mezza bocca del management Dodge erano già un chiaro sintomo. E poi la tattica di presentare un'auto ai saloni, registrare le reazioni e passare alla produzione non è una novità. Ma mancava l'annuncio, che ora invece c'è. La Challenger solcherà ancora, in versione riveduta e corretta, le strade degli States. Come nei mitici Anni 70. E anche in tempi relativamente brevi: a partire da fine 2007 si potrà acquistare dai dealer Dodge.

MODEL YEAR Eh sì, perchè i manager delle auto con la mascherina a croce si sono lasciati andare anche nei dettagli, precisando che l'auto è "calendariata" come Model Year 2008. Ma cosa ci possiamo aspettare? Sarà proprio uguale a quella ammirata qualche mese fa al salone di Detroit? In altre parole, la Challenger passerà indenne i processi di ingegnerizzazione mantenendo la sua personalità prorompente, o dovrà piegarsi ai compromessi legati alla produzione in grande serie?

COUPÈ La prima notizia è che sarà una coupé, e questo ci rassicura. Anche se al tempo stesso i pignoli ci vedranno il lato negativo: non ci sarà la convertibile. Quella protagonista di Natural Born Killers per intenderci. Ma ce ne faremo una ragione. E proprio il format coupé, ricordiamo che comunque le dimensioni non sono proprio da ragazzina magra, apre lo spazio ad una serie di quesiti.

PIATTAFORMA Quale piattaforma dell'immensa banca organi DaimlerChrysler verrà utilizzata? Eh sì, perché auto di nicchia non garantiscono ritorni ed economie di scala tali da giustificare una progettazione ad hoc di base e organi meccanici. Del resto era stato così anche per la Challenger originale, basata allora sul pianale di una Plymouth Barracuda accorciato all'uopo.

330 MILIONI I soliti bene informati giurano che la piattaforma prescelta, opportunamente adattata, sarà quella denominata LY, che equipaggerà vari modelli del Gruppo e, probabilmente, anche la prossima generazione di Mercedes Classe E. Non che in questo modo l'operazione venga a costar due lire: una semplice derivazione con gli opportuni adattamenti, secondo fonti Chrysler e stime del Wall Street Journal, richiede comunque un investimento nell'ordine dei 330 milioni di dollari.

INCROCI Tralasciando i risparmi e le sinergie viene naturale pensare a quanto siano singolari gli incroci del destino automobilistico. Più ingarbugliato di quello umano. Neppure il più fantasioso demiurgo avrebbe potuto pensare che la riedizione di un mito americano fino al midollo potesse essere basato sul pianale in comune con una tranquilla berlina di rappresentanza tedesca. Sempre in base ai rumors trapelati dai piani alti del quartier generale, proprio in questi giorni, si sta decidendo il da farsi: via libera ad una produzione di nicchia ad un prezzo molto alto, o prendere il coraggio a quattro mani e pianificare una produzione più estesa, con gamma allargata, che consentirebbe un prezzo d'accesso di tono democratico.

HEMI O NO Certo, quest'ultima ipotesi sarebbe oltre che auspicabile anche più fedele allo spirito delle muscle car, che devono gran parte del loro successo all'equazione "tanta potenza a poco prezzo". Se invece prevalesse la scelta della tiratura limitata, probabilmente, la Challenger rediviva potrebbe ricalcare "paro paro" le caratteristiche tecniche del prototipo, che riportiamo. Ovvero un bel motorone HEMI con il suo bel cambio manuale a calcio di pistola. Ma pare che sul tavolo ci sia anche la possibilità di alloggiare nel cofano bicolore un più moderato V6. Per chi privilegerà la forma alla sostanza. Non si sa ancora se sarà disponibile il cambio automatico in alternativa al manuale.

TUTTI CONTENTI Motori o non motori, tiratura e altri particolari non spostano la notizia. Tra qualche anno potrebbe capitare, magari in gita a New York, di attraversare la strada e vedere allineati al semaforo i musi cattivi e lunghi di Challenger, Camaro e Mustang. Tutti contenti? Di sicuro gli amanti del revival e anche i giovani che potranno appropriarsi di un pezzo di mito dei loro genitori. Contente anche le case automobilistiche: almeno sulla carta le operazioni revival assicurano sempre attenzione sul marchio. E sarà ebbro di gioia il designer Mike Castiglione, che ha dato vita ad una riedizione della Challenger che sembra pantografata sull'originale.

NO TU NO Per noi che viviamo in Europa nulla e' dato sapere, se mai sarà commercializzata o se, più probabilmente, arriverà tramite qualche importatore parallelo specializzato. Pagandola a peso d'oro...

 

SCHEDA TECNICA PROTOTIPO
Dimensioni
Lunghezza: 5.025 mm
Passo: 2.945 mm
Larghezza: 1.997 mm
Altezza: 1.449 mm

Prestazioni
0-100 km/h : 4,5 secondi
0-400 m: 13 sec.
Velocità max: 280 km/h

Telaio e sospensioni
Motore: 6.1L Hemi (425 CV a 6000 giri/min)
Trasmissione: cambio manuale a 6 marce
Sospensioni: a ruote indipendenti con bracci oscillanti corti e lunghi
Trazione posteriore
Pneumatici anteriori: P255/40R20
Cerchi: 20"X 9"
Pneumatici posteriori: P265/45R21
Cerchi: 21"X 10"


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