Autore:
Luca Pezzoni

NOIA ADDIO Chi ha detto che una berlina deve essere per forza noiosa? Anche la classicità dei tre volumi può trovare nuove forme d'espressione. Dodge, affina il calibro e - toglieteci il concept, perchè arriverà tra pochi mesi senza troppe differenze - con la Avenger riesce ad innovare nel segmento D, il più tradizionalista. E forse potrà infastidire anche le cugine tedesche, sorprese da tanta verve. Più della sorellastra troppo a modo, la Sebring, con cui condivide il sottopelle.

TESTA DI PONTE E se i Suv espongono al pericolo superbollo, la tassa sulle linee americane non é ancora stata inventata.Diversa da tutte le altre, una berlina da guidare anche con meno di quarant'anni, senza dare l'idea di aver rubato l'auto del papi.

MUSCLE CAR La partita si gioca quindi a livello estetico.Va bene, la Avenger non è e non sarà mai una Muscle Car. Ma porta le stimmate del centro stile Dodge e declina i canoni della classicità con particolari e piccoli artifici volumetrici in grado di fare la differenza. E tutto l'insieme, a ben vedere, richiama il feeling del concept Avenger presentato nel 2003. Che però era un Suv. Mutazioni genetiche in corso?

MASCHERONA Prendiamo ad esempio la...mascherona. Superando le imitazioni dei single frame, disegna una bocca crociata aggressiva e quasi da pick-up. Ma che riesce ad essere al contempo snella, con i giochi di scalfature che innervano la superficie piatta del cofano. Il trucco è il medesimo usato per la Caliber. Ad ammaliare gli sguardi ci pensano i due begli occhi sdoppiati con un effetto "cattivo" determinato dal nero di fondo, reso brillante dal trasparente. Sono semplici, ma si accompagnano bene all'insieme e definiscono un carattere possente.

SPALLE GROSSE La fiancata si sviluppa in modo tranquillo fino alla trequarti posteriore, dove in corrispondenza della fine della seconda portiera si alza e si allarga la spalla, in stile Challenger. Influenzando anche l'andamento della vetrata. Ad attenuare la pesantezza di una silhouette corpulenta contribuiscono i montanti neri, come da scuola Pininfarina.

LUNOTTO CURVO A completare il gioco di commistioni arriva poi il lunotto, che ricurvo e arcuato, si acquatta sul terzo volume il quale, parte lo spoiler, probabile vessillo di sportività forse riservato a tutte le versioni, non si distingue per picchi di coraggio. Ma l'equilibrio formale rimane salvo.

ZAMPE GROSSE I cerchi stellari, da diciannove, calzano pneumatici dall'impronta generosa con gli archi passaruota molto calcati che ne amplificano l'effetto scenico; di serie sulle Avenger, secondo i conoscitori di storie americane e le prime anticipazioni, si oscillerà tra i sedici e i diciotto pollici. Mentre il doppio scarico, se confermato, rischia di promettere più sprint di quanto poi ce ne sia davvero.

UN V4 E DUE V6 Difficilmente i benzina (sono annunciati un 4 cilindri da 2.4 litri e due V6, uno da 2.7 litri e uno da 3.5)troveranno tanti estimatori, leggasi clienti, fuori dagli States. Saranno gli stessi della Sebring e pare quindi probabile che venga confermata la cavalleria, rispettivamente di 172, 190 e 230 cavalli. Il motore di mezzo si caratterizzerà anche per la bocca buona: potrà bere non solo benzina ma anche altri tipi di carburante grazie alla tecnologia fluexfuel.

INGOLFITA A tenere banco sarà, se del caso, la versione a gasolio che Dodge, con lungimiranza, ha previsto fin dal momento del lancio. E che equipaggia la concept della foto presentata a Parigi. Per non sbagliare la scelta é andata sul sicuro: il TDI da 140 cavalli, marchiato Vw non sembra lasciare spazio a possibili obiezioni. Lo stesso che equipaggia la Golf, la Passat, la Leon, la A3 la Toledo, la Mitsubishi Grandis e chi più ne ha... Oltre alla versione a gasolio, quella da usare tutti i giorni, i fedelissimi del motto yankee "non c'é nulla come i centimetri cubi" troverannointeressante la probabile versione SRT. Su cui non si hanno ancora notizie precise. Il carattere da Street Racer, a quel punto, non dovrebbe mancare.

SOTTO SOTTO La piattaforma è quella già usata per la Caliber, la Compass e la Patriot e frutto di una partnership con Mitsubishi. Le misure dicono che il garage deve essere lungo almeno 484 centimetri. Giusto, come la cugina marchiata Chrysler.

La trazione anteriore accomunerà tutte le Avenger, mentre i cambi, manuali e automatici fino a sei marce, saranno disponibili in base alla scelta del propulsore. Ancora non si sa se il turbodiesel avrà un cinque o sei marce.

NON SOLO GRINTA Le origini in comune con la Sebring, molto ben dotata, dovrebbero aiutare a dare sostanza alle forme attraenti. Non mancheranno, almeno sulle versioni di punta, oltre all'ESP i sedili elettrici, i comandi al volante, i portabicchieri e lo stereo firmato Boston. Come pure gli interni in pelle e il controllo della pressione delle gomme.Fino al sistema keyless entry e la solita batteria di airbag.

CORSI E RICORSI STORICI La penultima nota la dedichiamo alla storia del nome, che sa di deja-vu. Avenger, dunque Vendicatore. Nomignolo abusato sia nei film che in casa Dodge, che con tale appellativo identificava, qualche anno addietro, un clone della Mitsubishi Eclipse per il mercato a stelle e strisce. Ed, erano gli anni 70, quando anche in Europa una certa Sunbeam similsportwagon portava scritto sulla carta d'identità' "vendicatore".

NEW DEAL Lasciando stare i ricorsi storici, il new deal con la mascherina crociata sembra pensato apposta per far trasgredire, con misura,i guidatori del Vecchio Continente. Dal prossimo anno, se ci sarà anche un prezzo concorrenziale, la vendetta contro le trevolumi noiose potrebbe finalmente compiersi.

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