Autore:
Luca cereda

SPIGLOLI VIVI “Famola strana” è diventato un po’ il motto di fabbrica Daihatsu, visti i modelli che si sono susseguiti negli anni. E a suo tempo, quando la Daihatsu Move apparve per la prima volta, “strano” era sinonimo “cubico”, talmente erano rare in Europa (oggi un po’ meno) le auto a forma di scatolotto tanto care ai Giapponesi. Auto che, nel frattempo, hanno procreato diverse generazioni: questa, della Move, si appresta a diventare la seconda.

MOTORE PICCOLO Rispetto alle origini ha smussato qualche spigolo, ma il DNA rimane lo stesso: con un design più filante, l'aggiunta di uno spoilerino posteriore e un ampio portellone affiancato da luci che si sviluppano in verticale. La Move appartiene al genere delle cosiddette keicar, piccole vetture che grazie alle loro dimensioni contenute (la Move è lunga 3.40 metri) e la facilità di parcheggio godono di tariffe assicurative più basse. All’economia di esercizio contribuisce anche un motore benzina di cilindrata molto piccola, 660 cc, e il sistema start&stop, che accoppiati al cambio CVT ridurrebbero i consumi – stando a quanto dichiara la Casa – a soli 3,6 litri ogni 100 km. Un piccolo contributo lo dà pure il peso del mezzo, ridotto di 35 chili rispetto alla precedente generazione.

ALTRI PIANETI A differenza della sua progenitrice, che nel nostro mercato è effettivamente arrivata e ha dato vita ad alcune varianti come la Latte e la Custom, la nuova Daihatsu Move non sembra per il momento destinata a sbarcare in Europa. In Giappone invece sono già partite le vendite, con prezzi compresi tra i 9.680 euro e i 12.460 euro. Una versione più modaiola, leggermente più cara, viene venduta col nome di Move Custom.   


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